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Sant’Anna di Stazzema, 70 anni dalla strage. Papa Francesco scrive ai superstiti
Il 12 agosto 1944 i nazisti massacrarono 560 innocenti. La cerimonia per ricordare le vittime FOTO /2
Di pochi giorni fa la notizia che la Corte federale di Karlsruhe ha riaperto le indagini sulla strage
SANT’ANNA DI STAZZEMA. Settanta anni fa fu compiuta la strage di Sant’Anna di Stazzema. E per questo solenne e doloroso anniversario anche il Santo Padre, Papa Francecso, ha voluto inviare - tramite il vescovo Giovanni Paolo Benotto che ha celebrato la messa nella chiesa del paese - un proprio messaggio alla comunità di Stazzema, ai familiari delle vittime, ai superstiti. Parole di conforto, di vicinanza nella preghiera e di speranza con particolare riferimento ai giovani. Alle parole del Papa si sono aggiunte, quest'oggi, quelle delle massime autorità civili e militari.
Il messaggio del Papa. «In occasione della celebrazione commemorativa del settantesimo anniversario dell'eccidio del 12 agosto 1944 che si tiene nel Parco Nazionale della Pace nel comune di Stazzema, in ricordo delle 560 vittime tra le quali Don Innocenzo Lazzeri e Don Fiore Menguzzo che vollero essere a fianco dei loro fedeli condividendone l'atroce destino, Sua Santità Papa Francesco unendosi spiritualmente alla preghiera di cristiano suffragio per i defunti, invoca il principe della pace affinché rinsaldi il comune impegno per una solidale convivenza dei popoli e delle nazioni». «Il Santo Padre - prosegue la nota - affida al materno conforto della Vergine Maria i familiari delle vittime e tutti gli abitanti di codesti luoghi così duramente provati e, mentre chiede una preghiera per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa, invia di cuore a Vostra Eccellenza, al reverendo parroco e al signor sindaco, alle autorità intervenute e a tutti i presenti l'implorata benedizione apostolica». Il messaggio è firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità.
Il messaggio del presidente della Repubblica. Nel ricordare la strage, nella quale persero la vita 560 persone, di cui 130 bambini, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha scritto al sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha detto: «Desidero non far mancare in questa dolorosa e solenne giornata il mio memore, sempre solidale saluto alla popolazione di Sant'Anna di Stazzema insieme con la mia ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verità e della giustizia nel 70esimo anniversario di una strage che ha inorridito il mondo. Ricordo con intensa commozione l'abbraccio del marzo dello scorso anno con il Presidente Gauck e il nostro così significativo incontro con i famigliari delle vittime e con tutti i cittadini di Sant'Anna. E saluto con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilità in sede giudiziaria nell'amica Germania. Un abbraccio a tutti i partecipanti alla manifestazione». E della riaprtura, in Germania dell'iter giudiziario sulle responsabilità della strage, ha parlato anche il Ministro Giannini, ospite delle celbrazioni, che ha definito la possibilità di processare l'ultimo degli Ss imputabile per l'eccidio «un altro passo in avanti per la ricerca della verità».
VIDEO / LA STRAGE DI SANT'ANNA DI STAZZEMA - DOSSIER: UNA FERITA ANCORA APERTA
«Mi unisco oggi nel ricordo delle 560 vittime innocenti barbaramente trucidate nell'eccidio di Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto di settant'anni fa, una delle pagine più buie della storia d'Italia», è il messaggio del presidente del Senato, Pietro Grasso. «Donne, vecchi e bambini rimasti nelle proprie case, certi che nulla sarebbe potuto accadere a civili inermi. Il loro sacrificio, come emerso dalle indagini della Procura militare di La Spezia, non fu l'esito di rappresaglia, bensì di un atto premeditato e curato in ogni dettaglio per sterminare la popolazione e interrompere i collegamenti fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti in zona», prosegue il presidente Grasso. «La strage di Sant'Anna di Stazzema, quelle che la precedettero e quelle che la seguirono, hanno lasciato nel nostro Paese cicatrici indelebili. In attesa che la Corte federale di Karlsruhe concluda le proprie indagini e renda giustizia a questo tragico episodio della nostra storia, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni affinché mantengano vivo il ricordo di questi eventi. In un momento in cui nel mondo assistiamo a simili, terribili stragi, solo la memoria storica, la cultura della tolleranza, della democrazia, della libertà e della giustizia, può preservarci dal ripetersi di tali atrocità», conclude il presidente Grasso.
«Un altro passo in avanti per la ricerca della verità, superando il tratto emotivo per chi è stato protagonista e superstite di questo eccidio», dice il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini presente oggi a Sant'Anna di Stazzema. «Conservare e aggiornare la memoria - ha detto ancora Giannini - è lo strumento per mantenere l'identità salda di un popolo», un compito che è anche della scuola. Il ministro ha ricordato anche altre stragi, «che purtroppo vengono rimosse dalla memoria, penso al genocidio degli armeni, o alla storia dei curdi tornati ultimamente di grande attualità». Al ministro è affidato il compito di tenere il discorso ufficiale della cerimonia, al Monumento Ossario dove sono previsti gli interventi anche del sindaco di Stazzema Maurizio Verona e di Enrico Pieri, presidente dell'associazione “Martiri di Sant'Anna”. Verrà inoltre inaugurata la mostra ”Now I Know” realizzata dai ragazzi che hanno partecipato al primo concorso nazionale “Sant'Anna di Stazzema”.
Renzo Grattegna, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, ha deto che «gli orrori del passato non torneranno a verificarsi nelle nostre vite e in quelle dei nostri figli soltanto se saremo capaci di apprendere la terribile lezione di quel 12 agosto di 70 anni fa». Gattegna nel ringraziare il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini per la sua presenza alla ricorrenza ha sottolineato l'importanza «di offrire ai nostri studenti un'occasione per acquisire non solo erudizione e nozioni ma anche vera cultura fatta di conoscenza e coscienza». Poi parlando della strage, ha detto «Sant'Anna di Stazzema è stata luogo di violenza e morte per antonomasia. Il teatro di uno dei più abbietti crimini realizzati dai nazisti nel nostro Paese». «Una tragedia incommensurabile, una delle molte atrocità senza senso di quel periodo oscuro». Gattegna ha infine ricordato che «tra i testimoni di quell'orrore spicca una figura paradigmatica dell'ebraismo italiano: il futuro rabbino capo della comunità di Roma Elio Toaff, allora 29enne, che come molti suoi corregionali scelse si combattere per la libertà nelle fila della Resistenza».
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