Sicurezza
Marco Columbro: troppe tasse, vado a vivere all’estero
L’attore viareggino appoggia il comitato che si batte contro il parcheggio a pagamento all’ospedale Versilia: «Avessi vent’anni resterei qui e lotterei per un domani migliore, ma alla mia età dico basta»
VIAREGGIO. «In Italia paghiamo troppe tasse e riceviamo scarsi servizi: per questo ho deciso di andarmene all’estero». Uno sfogo come tanti se non fosse che ad esternarlo è un volto noto del mondo dello spettacolo del calibro di Marco Columbro. Il celebre showman viareggino, in vacanza sulle spiagge della sua amata città, ha annunciato l'intenzione di espatriare all'estero alla ricerca di un rapporto tasse-servizi più equo e meno penalizzante.
«Non ho più voglia di avere a che fare con uno Stato che chiede continuamente e non dà mai - ammette - In questo paese si paga troppo per ottenere poco o nulla. I governi si alternano ma tutto rimane uguale, anzi si cerca di tassare qualsiasi cosa in maniera vergognosa». Proprio per questo l'attore ha deciso di appoggiare un comitato locale di cittadini che si è schierato contro la decisione di mettere a pagamento circa 240 posti macchina nel parcheggio dell’ospedale Versilia: «Scelta assurda e ingiusta - dichiara Columbro - Andare all'ospedale non è mai piacevole, figuriamoci poi se si deve anche pagare…».
La sua scelta di dire addio all’Italia, in accordo con la compagna Marzia Risaliti, sembra prossima. Sulla possibile meta del suo esilio volontario Columbro non ha ancora preso una decisione, ma di sicuro i tempi non saranno lunghi: «Appena potrò me ne andrò di qui. Di preciso non so ancora dove, ma lo farò di sicuro». Nonostante tutto Columbro non nasconde un po' di dispiacere: «L’Italia è qualcosa di stupendo: i suoi paesaggi e la sua arte fanno invidia al mondo. Dispiace vederla ridotta così». È chi conduce il paese, secondo l'attore-presentatore, che ne svilisce la profonda bellezza. Non bisogna però dimenticarsi di quelle eccellenze nostrane che operano ancora sul nostro territorio con grande successo: «Il mio caso ne è la conferma - prosegue - dopo l'aneurisma cerebrale che mi ha colpito nel 2001 ho avuto l'immensa fortuna di trovare a Novara uno staff medico di grandi professionisti che mi ha veramente salvato la vita. Ciò significa che in questo Paese qualcosa di valido esiste ancora».
Columbro lascia l'Italia perché deluso, come molti prima di lui. E la sua scelta va in senso contrario alle parole che il premier Matteo Renzi ha rivolto ai giovani durante il raduno nazionale degli Scout dell'Agesci. «Avessi vent'anni - conclude Columbro - rimarrei in Italia e lotterei per dare un domani migliore a me e al mio Paese. A 64 non me la sento più di battagliare per ottenere qualcosa che ad oggi mi sembra irraggiungibile».
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