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Versilia

Flash mob per la pace davanti al Duomo di Pietrasanta, ma il prete s’arrabbia

Flash mob per la pace davanti al Duomo di Pietrasanta, ma il prete s’arrabbia

Più di trecento alla manifestazione contro la guerra a Gaza. Disegnato un gigantesco “no” col gesso: costerà una multa

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PIETRASANTA. Un lungo silenzio. E poi un applauso nel segno della pace, dello stop alle barbarie innescate dalla guerra, alle bombe che finiscono per uccidere vittime innocenti, bambini. Il Flash mob andato in scena venerdì sera nel centro storico non è stato solo un basta al conflitto in atto a Gaza, allo scontro bellico per una storia sanguinaria senza fine fra Israele e Palestina, ma è stato soprattutto un momento di riflessione a cui hanno partecipato oltre 300 persone fra adulti e bambini. Con epilogo, dopo un corteo raffigurato lungo via Mazzini, nel cuore pulsante della città, piazza Duomo, dove è stato steso un enorme telo su cui sono state impresse le piccole impronte delle mani dei bambini.

A cornice della serata un gigantesco “no” disegnato con il gesso sempre su piazza Duomo - e cancellato dai promotori della giornata nel primo pomeriggio di sabato - e la lettura di una serie di brevi scritti «per esprimere il nostro pensiero, il nostro dolore, la paura dei piccoli a cui va spiegato, e non è facile, perché una bomba arrivi a colpire una scuola» sono state le parole degli organizzatori, genitori ed insegnanti per un gruppo spontaneo che sul passaparola ha innescato un happening assolutamente pacifico e senza particolari rivendicazioni.

Al bando, come da richiesta, ogni vessillo politico, presenti, comunque, fra gli altri, il sindaco Domenico Lombardi, gli assessori Luca Mori e Pietro Lazzerini, l'ex presidente del consiglio comunale Guido Lucchetti, il capogruppo di Sel Tania Lari ed altri referenti della maggioranza. «I bambini sono sacri. E non mi riferisco solo a quanto sta accadendo nel conflitto fra israeliani e palestinesi, ma ad ogni confronto bellico in atto o azione terroristica dove ci sono vittime fra i civili. Il mancato patrocinio da parte del Comune alla manifestazione? Basta informarsi: nessuno ce lo ha richiesto - in realtà la giunta non era propensa a darlo, ndr -. Premesso questo abbiamo autorizzato e ospitato volentieri questa splendida manifestazione nel segno della pace» ribadisce Lombardi.

Qualche momento di tensione c'è stato nel momento in cui don Stefano D’Atri, preposto del Duomo di San Martino, ha prima rimosso un volantino affisso al porticato della chiesa e poi ha “invitato” alcuni manifestanti a lasciare libero il sagrato. Richiesta rimasta inascoltata. «Don D'Atri è poi tornato in chiesa e la querelle si è chiusa lì senza alcuno strascico» è stato il commento di alcuni referenti delle forze dell’ordine. Con postilla finale: quel no scritto a caratteri cubitali sulla pavimentazione di piazza Duomo costerà un verbale da parte della polizia municipale agli organizzatori per avere violato l'articolo 15 del codice della strada, che tratta di imbrattamenti di sedi viarie pubbliche.

Luca Basile

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