Il Tirreno

Versilia

Certificato antimafia ritirato ad un’azienda dei Del Pistoia

di Donatella Francesconi

Provvedimento prefettizio di interdizione nei confronti della “Manutenzioni Toscana Srl” Uno dei titolari: «Sono perplesso, ma credo che la cosa si risolverà subito dopo l’estate»

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VIAREGGIO. “Cosa succede in città...” cantava il rocker di Zocca... Note che risuonano significative, oggi che si apprende del provvedimento di interdittiva prefettizia antimafia preso nei confronti della “Manutenzioni Toscana Srl”, azienda della famiglie Del Pistoia. Con il padre Paolo ed il figlio Mario che partecipano in qualità di socio privato in due società partecipate del Comune, Sea risorse e Mover. Anzi: per quanto riguarda Paolo Del Pistoia è necessario utilizzare il passato. Perché l’amministratore unico di tutte le società riferite alla famiglia, dai primi di luglio è ormai un ex socio/proprietario. Come conferma lui stesso al telefono con il “Tirreno”: «Sono uscito da tutto, vivo della mia pensione...».

La visura camerale della “Manutenzioni Toscana Srl” racconta che la proprietà è divisa tra Mario Del Pistoia (figlio di Paolo) e Riccardo Del Pistoia. Amministratore unico è Stefano Del Pistoia, nipote di Paolo. Tutte le restanti società delle famiglia dai primi del luglio scorso fanno capo a Mario Del Pistoia che è amministratore unico di Mover, società pubblico-privata che gestisce i parcheggi in città.

Il provvedimento di interdittiva antimafia - emesso dalla Prefettura nei confronti dell’impresa costituita nel settembre 2012 - costituisce una misura preventiva volta a colpire l'azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione. Prescinde dall'accertamento delle responsabilità penali e si fonda su accertamenti compiuti dagli organi di polizia valutati dal Prefetto territorialmente competente. Il primo effetto, nei confronti della “Manutenzioni Toscana Srl” è stato - spiega lo stesso Paolo Del Pistoia - «la perdita di un subappalto per un ditta che lavorava per la Snam». Ma, aggiunge, «sono decisamente perplesso. Ho messo tutto nelle mani dell’avvocato e credo che il problema sarà superato dopo l’estate. Dal canto mio ritengo che il provvedimento sia stato emesso in seguito all’inchiesta di Pescara sugli appalti per l’escavo, nella quale mi sono ritrovato con la Sasit senza sapere neppure il perché».

«È un atto pesante», sono le uniche parole dell’avvocato Riccardo Carloni. Anche perché le aziende della famiglia Del Pistoia con la pubblica amministrazione hanno lavorato e lavorano, o in qualità di soci o di vincitori di appalti, in tutta la provincia e non solo, così come nel porto viareggino.

Porto attraversato un anno fa - di questi tempi - da un vento di legalità mai soffiato. L’esito dell’inchiesta della Procura (pm Fabio Origlio) che portò all’arresto dell’allora nostromo del porto fece scrivere al Gip, Alessandro Dal Torrione, una frase che resta stampigliata nella pietra: «A confermare l’assunto accusatorio è soprattutto la singolarissima se non unica circostanza, mai verificatasi negli ultimi anni almeno in questo circondario, che è stata sufficiente una indagine approfondita dei carabinieri “sul campo” (Nucleo investigativo del Reparto operativo di Lucca, ndr) per fare emergere i malumori dell’utenza e soprattutto per indurre alcuni dei corrotti a confessare spontaneamente le condotte illecite». Un vento di pulizia che ha visto Marco Iacono prendere il comando della Capitaneria nella bufera e tenere la barra dritta affinchè gli uomini in divisa blu potessero andare a testa alta tra le banchine. E l’attenzione degli inquirenti alzare l’asticella anche su altri aspetti della vita economica e amministrativa della città. Arrivando nei pressi del Comune.

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