Sicurezza
Acqua ok, tolto il divieto E il sindaco fa il bagno
Betti issa di nuovo la bandiera blu in piazza Mazzini, poi si tuffa al La Pace «Il nostro mare è pulito e controllato. Ma le verifiche Arpat devono cambiare»
VIAREGGIO. Una coincidenza sinistra fa sì che alle 13, stesso orario dell’infausta comunicazione di Arpat sul mare inquinato, in piazza Mazzini torni a sventolare la bandiera blu. Dopo 72 ore di divieto di balneazione, le acque della Passeggiata tornano a essere fruibili da turisti e viareggini. E il vessillo ammainato mercoledì, in una delle immagini più tristi della storia recente della città, può essere riportato al suo posto.
Il tuffo del sindaco. Leonardo Betti si incarica personalmente di issare la bandiera blu, dopo l’esito positivo delle controanalisi di Arpat, annunciato nelle prime ore del mattino. La revoca dell’ordinanza di divieto scatta subito, con molta più rapidità di quando è stata firmata, e il sindaco vuole sottolineare con la sua presenza la boccata d’ossigeno in un momento da tregenda. Dopo la cerimonia, se così si può chiamare, in piazza Mazzini (con qualcuno che accenna a un applauso), Betti si sposta al bagno La Pace, di cui è cliente. Si tuffa in acqua assieme all’assessore Andrea Strambi, al consigliere comunale Emiliano Favilla e al presidente dei balneari Carlo Monti. Esce dopo pochi secondi, non per paura ma perché ha un po’ di febbriciattola.
I controlli di Arpat. «Il nostro mare è pulito e controllato - spiega il sindaco - questa è una garanzia per chi viene in vacanza da noi. A loro va il mio invito a godersi la città e il suo mare». Poi Betti lancia una stoccata ad Arpat. «Qualcosa deve cambiare nelle verifiche, che pure sono necessarie - dice - il campionamento andato male era nella zona del Principe di Piemonte, ma per motivi precauzionali abbiamo dovuto vietare la balneazione fin quasi al Molo. Questo perché le aree di riferimento dei controlli sono disegnate in maniera, diciamo, così, rivedibile». Una critica, quella sulla dislocazione dei punti di campionamento e la loro zona di efficacia di in caso di divieto, che fanno anche altri balneari.
La replica a Gaia. Betti risponde poi alla società che fornisce l’acqua, Gaia, per la vicenda dei lavori mai partiti per le fogne nere in via Fratti. Gaia, in sostanza, dice che non si può lanciare il sasso contro di lei - il riferimento è a Betti, ma anche alla Regione - e che serve uno studio idrologico sulla Versilia per capire come intervenire per eliminare alla radice il problema dell’inquinamento. «Mah - alza la spalle il primo cittadino - quello che so è che da tempo i Comuni non hanno competenze sulle reti fognarie e sulla depurazione, e che i lavori in questo campo deve farli Gaia. I soldi, come ha detto la Regione, ci sono. In questa vicenda ci sono tanti soggetti coinvolti, ognuno per la propria parte. Chi non l’avrà assolta, ne risponderà presto ai cittadini».
@matteotuccini
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