Il Tirreno

Versilia

Viareggio, una brutta Passeggiata nel Comune che fallisce

di Donatella Francesconi
Viareggio, una brutta Passeggiata nel Comune che fallisce

Non bastava la pesantissima situazione economica: ora sulla giunta Betti pesa anche il macigno del commissariamento per ritardi nel bilancio

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VIAREGGIO. Situazione drammatica, più vicina al dissesto che ad uno squilibrio pluriennale, in un quadro complessivo che «presenta pesanti criticità sostanziali, soprattutto in termini di solidità e di futura sostenibilità del bilancio, anche nel breve periodo». Viareggio, insomma, è con le spalle al muro: le gestioni passate della cosa pubblica hanno portato a questo e non se ne uscirà sani e salvi. Lo scrive il ministero dell’Economia (Mef) nella dettagliata relazione dell’ispettore Luciano Cimbolini; lo ribadiscono i revisori dei conti nel parere al bilancio consuntivo 2013 che il consiglio comunale è chiamato a votare il 18 agosto, ultima data utile come da intimazione della Prefettura di Lucca.

Se non bastasse - a completare la fotografia - da ieri è formalizzata, per volontà del consigliere Massimiliano Baldini (Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago) che non ci sono stati i tempi, fissati dal Testo unico per gli Enti locali, per portare a conoscenza dei consiglieri tutti gli atti allegati al bilancio da votare. Nei casi analoghi in Italia, là dove le opposizioni abbiano fatto ricorso al Tar, le amministrazioni interessate si sono ritrovate commissariate.

Come è potuto accadere che un’amministrazione di centrosinistra, con un sindaco (Leonardo Betti) di soli 38 anni ed una giunta che ha puntato sul rinnovamento anche anagrafico, nel giro di un anno sia ad un passo da alzare bandiera bianca? Chi sapeva ha taciuto, chi avrebbe dovuto vedere non ha visto, troppi hanno pensato di poterla fare franca. Perché gli indizi che sarebbe finita così c’erano tutti, e da tempo. Come si legge ancora nella relazione dell’ispettore del Mef che prende in considerazione gli anni 2008-2013 (fine dell’amministrazione di centrosinistra, arrivo del centrodestra): di bilancio in bilancio comparivano, a fare “mucchio” alla voce “entrate” vendite di immobili e aree pubbliche che puntualmente non si realizzavano. Producendo «squilibri di bilancio assolutamente strutturali che hanno concorso al formarsi di pesanti disavanzi di amministrazione». Contemporaneamente aumentava la mole di residui attivi (le cifre che il Comune doveva riscuotere) senza che mai si sfrondassero le somme inesigibili. Così che dal consuntivo 2013 spariscono oggi, di botto, 6 milioni di multe.

Ma Viareggio ha coltivato, negli ultimi quindici anni, un altro “vizio” capitale: moltiplicare le società partecipate. Oggi emerge che la Viareggio Patrimonio, nata per riscuotere dai cittadini i tributi, ha tenuto - per potersi alimentare - 27 milioni di euro. Che non sono stati, versati, in violazione della legge, al Comune. La stessa società ha accumulato 17 milioni di disavanzo.

Nell’età dell’oro non si è arrivati a recuperare i dieci milioni da rendere al socio privato (Ferragamo) per la gara di vendita delle quote della Viareggio porto annullata nel 2009 dal Consiglio di Stato. E la società dei parcheggi (Mover), privatizzata in parte, da un anno e mezzo non versa l’aggio ordinario al Comune al quale deve anche 3 milioni di aggio straordinario. Che devono essere versati - intimano i revisori dei conti - perché «ogni comportamento diverso deve considerarsi lesivo degli interessi dell’ente ed irrispettoso delle norme in vigore». Disavanzo del Comune più quello delle partecipate porta verso quota 100 milioni. In uno scenario - lo spiega ancora il Mef - in cui non c’era dipendente comunale che non percepisse salario aggiuntivo concordato fuori dalle regole, dove il costo dei dirigenti pubblici aumentava anche se il numero diminuiva, dove il 2% della progettazione all’ufficio lavori pubblici era garantito a prescindere dalla realizzazione delle opere. Tutti fatti accertati per i quali è in arrivo una pioggia di provvedimenti di messa in mora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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