Attenzione
Mare inquinato «No al disastro bis»
Ritardi e balletto di accuse tra enti e istituzioni «Va fatto l’impianto di ionizzazione. Ma non basterà»
VIAREGGIO. Ci sono due tavoli aperti sulla questione dell’inquinamento che ammorba il mare e i fiumi della Versilia. Ci sono state riunioni, confronti tra tecnici e discussioni tra politici. C’è anche un piano, contenuto nell’accordo di programma - non ancora firmato - tra enti che dettagliamo nella pagina a fianco. Ma non c’è stata la soluzione definitiva del problema. E, secondo chi ci amministra, non ci sarà per anni. Soltanto accelerando per far partire il cosiddetto impianto di ionizzazione (su cui peraltro si registrano numerosi dubbi, in primis da parte dell’Arpat), che abbatte le cariche batteriche delle acque infestate dai liquami, si eviterà che nella prossima estate arrivino altri divieti di balneazione clamorosi. Con ricadute letali sul turismo.
Quelle fogne mai partite. Le cose da fare sono tante, importanti e assai costose. Intanto serve l’ammodernamento della depurazione e della rete fognaria di Viareggio, che in alcuni punti (via Fratti, ad esempio) soffre la mancanza di fogne nere. Qui l’accusa dei Comuni e della Regione ha un destinatario ben preciso: la società idrica Gaia, che ha il compito di fare questi lavori. Il sindaco Leonardo Betti e l’assessore regionale Anna Rita Bramerini, a proposito dei ritardi nelle opere da avviare nonostante l’impegno economico già preso da Firenze, hanno usato parole durissime contro il gestore dell’acqua. Che replica: «Più che un’accusa diretta al gestore, serve uno studio idrologico sui fattori che concorrono alla non balneabilità delle acque del litorale. Che sono da individuare negli scarichi abusivi di fognatura nera nella rete bianca; nel reticolo di fossi presenti nella piana versiliese che recapitano tutto in mare; nonché, con direzione opposta, negli scarichi impropri delle acque chiare nella rete nera. Per non parlare delle nuove regole nei campionamenti Arpat, oggi fissati in date precise che prescindono dagli eventi atmosferici».
I controlli anti-scarichi abusivi. Ma sugli allacci abusivi la Capitaneria di porto la vede diversamente. «Abbiamo fatto numerosi controlli in questi mesi - dicono dal Comando - a Viareggio, Forte, Pietrasanta. Altri continueremo a farli. Le situazioni fuori dalla legge non sono molte. Il problema è l’inadeguatezza delle rete, che fa sì che molti cittadini abbiano uno scarico proprio, anziché un allaccio alle fogne che nelle loro abitazioni non arrivano. Questo è il problema fondamentale, che va risolto a monte. L’impianto di ionizzazione, su cui peraltro molti enti hanno le loro perplessità, può risolverlo, in parte, solo a valle».
La ionizzazione da fare. Abbattere le cariche batteriche con un impianto tecnologicamente avanzato, secondo i fautori, rappresenta una soluzione non definitiva, ma necessaria per evitare i disastri degli ultimi 2 anni, sia alla Fossa dell’Abate che negli altri sbocchi a mare incriminati dei fiumi versiliesi. «È chiaro - spiega il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - che a fianco dell’impianto, che dovrebbe essere posizionato alla Fossa dell’Abate e sui fossi Fiumetto e Motrone, deve continuare il lavoro dei tubi spandenti (condutture che trascinano al largo i liquami, ndr). E deve essere completata la questione depurazione e fognature. Solo così avremo una soluzione definitiva all’inquinamento». L’assessore regionale Bramerini ha assicurato che per la ionizzazione, «che la Regione si è impegnata a finanziare nel maggio scorso in attesa degli altri interventi strutturali», sono già stati stanziati 2 milioni di euro: a settembre l’esborso verrà votato e potrà finire sul tavolo per il via all’operazione. «Per realizzare l’impianto - dice Del Dotto - serviranno un paio di mesi. L’importante è farlo prima dell’estate 2015. Per evitare un’altra stagione di passione».
@matteotuccini
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