Lutto
La magia di “Turandot” in riva al lago di Puccini
TORRE DEL LAGO. Va in scena domani sera al Gran teatro all'aperto “Turandot”, ultimo titolo del catalogo pucciniano e del cartellone del 60° Festival Puccini, che ha fatto leva sull’orientalismo di...
TORRE DEL LAGO. Va in scena domani sera al Gran teatro all'aperto “Turandot”, ultimo titolo del catalogo pucciniano e del cartellone del 60° Festival Puccini, che ha fatto leva sull’orientalismo di Puccini, con il Giappone di “Madama Butterfly” e la Cina della principessa Turandot. L'incompiuta di Puccini, per questa edizione 2014, si presenta in nuovo allestimento, che vede il debutto torreleghese per la regia del viareggino Angelo Bertini e il ritorno, dopo quindici anni, sul podio del versiliese Marco Balderi, che è stato anche direttore artistico del Festival Puccini. Un allontanamento di cui Balderi aveva bisogno «per immergermi nel mercato internazionale» dice, ma appena si è presentata l'occasione eccolo di nuovo in riva al lago per dirigere il compositore tra i più amati, difatti «ho diretto tutto di Puccini e in Cina mi considerano una bacchetta pucciniana».
Per questa “Turandot” ritroverà Giovanna Casolla “eccezionale Turandot”, Walter Fraccaro “tenore di punta”, però “la sorpresa più bella è stata Serena Farnocchia , Liù piena di colori, tra le interpreti più aderenti al personaggio”. Anche Serena Farnocchia è una gloria versiliese che sta facendo una eccellente carriera internazionale. L'anno prossimo in Francia debutterà in “Madama Butterfly” proprio nel 90° della cosiddetta riconciliazione con la Scala, dove l'opera non era stata più rappresentata dall'insuccesso del 1904. Ma per Balderi c’è anche la sorpresa dell'orchestra del Festival «che ho trovato di primo livello» e l'ottimo rapporto col regista che «ha molta fantasia». L'edizione torrelaghese 2014 di “Turandot” ricorderà il 90° della morte di Puccini, avvenuta il 29 novembre 1924 con una breve pausa, che seguirà alle ultime note scritte dal compositore, che si raccolgono sull’accompagnamento funebre dopo il suicidio di Liù, poi l’opera proseguirà con il finale di Alfano tradizionalmente eseguito. Le idee registiche di Angelo Bertini, autore anche dei costumi realizzati dalla sartoria Cerratelli e delle scene costruite dai fratelli Bonetti di Viareggio vincitori della gara, si concentrano su «un grande marchingegno, una sorta di prigione-gabbia dorata, animata da marionette, che come un carillon possiamo chiudere e aprire in una specie di coazione a ripetere. La reggia di Turandot è il congegno ideale per l'infinita reiterazione del gioco meccanico vita-morte». Ma capiremo meglio vedendo lo spettacolo.
Il cast è formato da Giovanna Casolla (Turandot), Serena Farnocchia (Liù), Walter Fraccaro (Calaf), marco voleri (Altoum), Ing Sung Sim (Timur), Park Joungmin (Ping), Nicola Pamio (Pang) e Francesco Pittari (Pong). Turandi replica il 14, 17,23 e 29 agosto.
Lisa Domenici
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