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Adone Spadaccini, l’uomo che ha dato un teatro al Festival

Adone Spadaccini, l’uomo che ha dato un teatro al Festival

TORRE DEL LAGO. Domani alle 18,30 nel parco del Gran Teatro all'aperto, presentazione del libro “Adone del lago” di Marilena Cheli, pubblicato dalla casa editrice pisana Sidebook. Il personaggio del...

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TORRE DEL LAGO. Domani alle 18,30 nel parco del Gran Teatro all'aperto, presentazione del libro “Adone del lago” di Marilena Cheli, pubblicato dalla casa editrice pisana Sidebook. Il personaggio del titolo è Adone Spadaccini, classe 1924, geometra, laureato in scienze politiche, commendatore e da quest’anno Grande ufficiale della Repubblica italiana. Ma Adone di cui parla il libro è principalmente colui che ha dato un teatro al Festival Puccini, che all’inizio, si svolgeva su una struttura montata e smontata ogni anno da Adone e un manipolo di volontari, che la gente chiamava circensi. Presto però in Spadaccini «anche per le sue competenze tecniche maturò la convinzione – scrive Cheli – che fosse assolutamente necessario realizzare una struttura stabile o comunque migliore: già nel 1956 aggiunse delle tribunette agli spalti della platea». Così inizia un'avventura strepitosa, che porta Adone anche alla guida della manifestazione lirica, quando nel 1971 viene recuperata, dopo alcuni anni di silenzio, dal sindaco Federigo Gemignani.

Che Adone dovesse occuparsi del Festival pare una sorta di predestinazione, risalente agli anni in cui suo padre Ultimo, nato a Pietrasanta nel 1889, si stabilisce appena diciottenne a Torre del Lago e accetta il posto di autista in casa Puccini, conquistando, con la sua professionalità, la fiducia del Maestro, come testimoniano le non poche lettere inviate tra il 1911 e il 1923 a “Ultimino” o “Carutimo”, affabilmente così chiamato da Puccini. Poi quella memorabile “Madama Butterfly” del 1931, nel piazzale antistante la villa del compositore , alla quale Adone assiste a soli sette anni. Dunque, «un particolare intreccio di situazioni e coincidenze», che fanno sentire Adone un po' “figlio d'arte”.

Negli anni Novanta, Adone getta un ponte col Giappone, dove ha fatto un viaggio ed ha notato, che al Glover Garden a Nagasaki, potrebbe stare bene la statua di Puccini accanto a quella di Ciociosan. Per due motivi: è una parte della città scampata alla bomba atomica e lì, si dice, sorgesse la casa dell'eroina giapponese. Perciò Adone coinvolge nel suo progetto Franco Moretti, attuale direttore generale della Fondazione Pucciniano, che lo aiuta a concretizzare l'idea. La statua di oltre 2 metri raffigurante Puccini con una farfalla sulla spalla viene scolpita su bozzetto di Gilbert Lebigre, nel marmo bianco “michelangiolesco” e il 21 giugno 1996 vola a Nagasaki. (l.d.)

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