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Versilia

«Le nostre vacanze rovinate»

«Le nostre vacanze rovinate»

Tanti in acqua lo stesso. Con rabbia per avvisi mancati e pastasciutte saltate

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VIAREGGIO. Non solo stranieri, ma anche italiani e viareggini hanno fatto ieri il bagno in mare, nonostante il divieto. I cartelli, per la verità pochi, che sono stati messi sulla spiaggia sono solo in lingua italiana, quindi inevitabilmente gli stranieri, non essendo a conoscenza del provvedimento erano in mare senza problemi. Francesi, inglesi, cinesi nelle acque in piazza Mazzini, nuotavano tranquillamente, ma c’erano anche degli italiani che non hanno dato nessuna importanza al provvedimento. I bagnini, poi, non possono certo andare a recuperarli tutti. Rossana di Viareggio è in riva al mare insieme ad una amica. «Ci sono stati dei giorni in cui l’acqua sinceramente non era limpida - dice - il bagno non lo faccio, perché in questi casi è meglio non rischiare. Speriamo però che a breve la situazione torni alla normalità». Daniela Bianchi è una turista di Scandicci che ha una casa in città. «Non è semplice riuscire a tenere mia figlia fuori dall’acqua - dice - siamo in spiaggia e non poter fare il bagno, adesso che finalmente c’è un po’ di sole, sembra strano. Mia figlia vuole andare in piscina, ma per mezza giornata in un bagno vicino al nostro la tariffa è di 12 euro, non è poco. Con questa emergenza ci sarebbe voluto magari anche un’agevolazione per noi turisti: invece non solo dobbiamo pagare l’ombrellone e la sdraio, ma non possiamo neppure fare il bagno». Il termometro della situazione davvero caotica dell’altro ieri, quando in Comune è arrivata la notizia dell’Arpat sul divieto della balneazione, è che la comunicazione sul mare in pratica è stata assente. La dimostrazione giunge da Maria Luisa Cipriani, turista milanese che ha saputo dal marito a Milano del divieto di balneazione. «Ero regolarmente in spiaggia e non sapevo nulla - dice - è stato mio marito ad informarmi, mi sembra davvero una cosa curiosa. Veniamo a Viareggio da 25 anni, era una città bella, ma con il passare del tempo è peggiorata sempre più. Mi dispiace, poi fino ad ora non ci siamo goduti per nulla la stagione. Siamo qua da luglio, abbiamo un casa, il tempo è stato incerto, infine questo divieto di fare il bagno è un ko». Graziano Maiolani, un romano da tempo residente in città, martedì mattina aveva pescato anche delle arselle, ma dopo l’annuncio dell'Arpat le ha gettate via. «Ci ho rimesso anche una bella pastasciutta - dice - perché non mi sono fidato di mangiarle. Peccato. Il divieto di balneazione, dopo il tempo incerto di questo periodo ha creato un ulteriore danno per tutti, sia ai balneari, ma anche a noi bagnanti, che non ci stiamo godendo per nulla il mare. Questo ulteriore divieto, è stato come si dice, una vera e propria mazzata tra capo e collo».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa