Il Tirreno

Versilia

Gabrielli rende omaggio a S. Anna

L’ex sindaco Silicani sulla decisione della Germania: «Giusto andare a processo»

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STAZZEMA. Il destino sembra aver voluto che il capo della Protezione civile Gabrielli dovesse recarsi a Sant’Anna - per la prima volta come cittadino onorario di Stazzema - in un giorno molto importante. Perché nel borgo Parco Nazionale della Pace si è riaccesa la speranza: la possibilità che la strage del 12 agosto del ’44 trovi una simbolica giustizia anche in Germania. È infatti di poche ore la notizia che la Corte Federale di Karlsruhe ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda che, nel maggio del 2013, aveva detto no all’apertura di un processo contro alcuni ex generali delle SS condannati in Italia (a La Spezia) per la strage delle centinaia di vittime.

«Talvolta ci s’interroga sul senso, a distanza di tanti anni, di ricercare responsabilità e colpevoli, e la pietà umana – ha commentato Franco Gabrielli - subentra in particolare con chi magari è diventato ultranovantenne. Invece le responsabilità vanno sempre perseguite perché queste cose non abbiano a ripetersi». Gabrielli si è poi recato anche a Pontestazzemese dove la Pubblica Assistenza di Stazzema gestisce un campo scuola della protezione civile con 16 ragazzi minorenni.

Sulla questione è tornato a ribadire l’importanza di un processo in Germania anche il sindaco Maurizio Verona. «È vero che la verità giudiziaria non è l’unica verità, perché vi è una responsabilità storica per quegli accadimenti, ma è anche necessario – ha detto Verona - che chi si rende responsabile di questi atroci massacri debba scontare il peso delle proprie colpe e non vivere una vita da rispettato cittadino come è accaduto ai responsabili della strage di Sant’Anna di Stazzema e delle altre stragi in Italia». Anche l’ex sindaco di Stazzema, Michele Silicani, è intervenuto sulla questione ricordando che «Sarebbe stato un gravissimo errore umanitario e di giustizia internazionale, lasciare cadere, con i criminali ancora vivi, pur ultranovantenni, un percorso processuale in Germania che stabilisca anche in terra tedesca il riconoscimento di una responsabilità orrenda a cui i nostri giovani e in particolare modo chi guida Stati Nazionali liberi e democratici o la stessa Europa dovranno guardare come al "male assoluto"».

Tiziano Baldi Galleni

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