Il Tirreno

Versilia

Comune a un passo dal dissesto

di Donatella Francesconi
Comune a un passo dal dissesto

La relazione dei revisori dei conti non lascia scampo. E si affaccia l’ipotesi di un commissario

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VIAREGGIO. La situazione dei conti del Comune di Viareggio «connota aspetti più vicini al “dissesto” che non allo squilibrio finanziario pluriennale». Parola dei revisori dei conti Daniele Limberti, Claudio Pucci, Salvatore Suriano, che ieri hanno consegnato la loro relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo 2013. Nonostante il giro di parole (al posto di “non ti amo più” si dice “sarai più felice senza di me”) è una doccia gelata sulle “speranze” dell’amministrazione Betti di fare il giro di boa di una situazione da 53 milioni di dissesto (solo l’Ente senza le società partecipate) con il Piano di risanamento “spalmato” su più anni. Con questo macigno ci si avvia all’appuntamento del 18 agosto, data ultima per l’approvazione del bilancio consuntivo secondo i tempi intimati dalla Prefettura di Lucca. E, a proposito di tempi, è inevitabile sottolineare che al passaggio in consiglio comunale si va in violazione, di quel “range” di venti giorni che il Testo unico degli Enti locali assegna (e che il regolamento del Comune fa propri) come necessari a che i consiglieri comunali dispongano delle documentazione completa in relazione al bilancio che vanno a votare. Una violazione che rende nulla la delibera di bilancio, ancorché approvata, appena la si impugni al Tar, dove forze di minoranza di altri Comuni hanno già vinto. Così che - è la voce più forte nei corridoi del Municipio - per il 19 si starebbe “riscaldando” un commissario prefettizio pronto a varcare la soglia di un Comune senza bilancio e quindi senza più governo. Se così non fosse, dal 18 agosto alla fine di settembre, i consiglieri comunali saranno chiamati a decidere se approvare il Piano di risanamento o il dissesto. Assumendosi il rischio di diventare essi stessi responsabili dei conti che non tornano se il Piano non reggesse, da qui ai prossimi due/tre anni, alla prova pratica. Questo e nessun altro è il quadro reale di cosa attende la maggioranza del sindaco Betti.

Detto ciò, il lavoro svolto dagli uffici finanziari del Comune e dall’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, riscuote il consenso dei revisori. Che sono però costretti a sottolineare come «permanga l’alea di poca chiarezza ed incertezza derivante dalle operazioni di confronto di credito/debito rispetto ai bilanci si alcuni degli organismo partecipati, anche in quanto alcuni di essi denunziano perdite pesanti. Nonché da molte riserve per partite contabili di rilevante importo». Così che «il Collegio sul merito fa rilievo negativo».

La galassia delle società partecipate che Viareggio si porta dietro dalle amministrazioni del sindaco Marco Marcucci (Pd) negli anni della moltiplicazione di presidenze e consigli di amministrazione, è la palla al piede del Comune. Il quadro delineato dai revisori dei conti dell’Ente è di quelli che moltiplica i guai. Mover dovrebbe versare tre milioni di aggio straordinario che non versa al Comune, la Viareggio Patrimonio appare come nel caos più totale, la Viareggio porto deve essere liquidata quanto prima, come la Viareggio Versilia Congressi, mentre la partita con Sea ambiente è di quelle “toste”, tanto che la società che gestisce il servizio dei rifiuti ritiene di dover avere dal Comune oltre 600mila euro in più. Somma che - scrivono i revisori dei conti - risale agli anni 2008-2009-2010 ed è «oggetto di disconoscimento da parte dell’Ente». Inoltre, «la società ha stanziato nel proprio bilancio 608.795 euro quale debito nei confronti del Comune che ha mantenuto accertamenti di entrata per 156.044,03 euro, con una differenza a proprio favore di 452.750,97 euro». Per cui «si richiede di fare piena e completa luce nei rapporti esistenti al fine di stabilire se si è in presenza di debiti fuori bilancio (in tutto o in parte) occultati per 639.697,65 euro. O se, invece, la società debba stralciare l’importo (in tutto o in parte) dal proprio bilancio».

Ma come si è arrivati con i piedi nel dissesto? I revisori fanno un riassunto che niente lascia all’immaginazione. I disavanzi , precedenti «sono stati coperti con entrate straordinarie che, successivamente si sono rivelate meri spostamenti contabili», portando oggi «alla cancellazione di rilevanti residui attivi». Il risultato è stato che «la precaria copertura dei disavanzi precedenti ha spinto il Comune e le società partecipate verso un crescente indebitamento». Società partecipate sulle quale «i controlli sono stati del tutto inesistenti».

Buon risanamento a tutti...Compreso il sindaco Betti che ieri sera ha così commentato il lavoro dei revisori: «Questa amministrazione è la prima a voler approntare un piano che abbia le caratteristiche di sostenibilità e credibilità ed è sulla base di tali elementi che tutti gli organi competenti si esprimeranno a tempo debito. Ogni altra valutazione mi pare prematura».

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