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Viareggio col fiato sospeso in attesa del Tar

Viareggio col fiato sospeso in attesa del Tar

Nel pomeriggio il giudice del Lazio si pronuncerà sul ricorso presentato dal presidente Filippelli

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VIAREGGIO. Nessuna novità per il ricorso al Tar del Lazio presentato dal presidente del Viareggio, Domenico Filippelli dopo l’esclusione da parte della formazione bianconera dalla Lega Pro. Un’esclusione che lunedì, al momento del sorteggio dei gironi, ha bruciato ancor di più visti i numerosi derby che i bianconeri avrebbero potuto disputare. Ora non restano che 24 ore di speranza. Poi, oggi pomeriggio, il giudice si pronuncerà. Filippelli anche ieri pomeriggio si diceva fiducioso nel’esito del ricorso. «Hanno letto le nostre motivazioni con attenzione, mi auguro che ci siano buone notizie. In tal caso faremo una bella sfilata per festeggiare»

Non solo Domenico Filippelli, ma anche Stefano Dinelli e lo stesso assessore allo sport, Andrea Strambi sperano in un esito positivo della vicenda. Una sentenza favorevole ribalterebbe gli attuali malumori viareggini, riportando le zebre nella categoria che si erano guadagnate.

In attesa di capire una volta per tutte il finale di questa telenovela estiva, ieri mattina c’è stata in Comune una seduta della Commissione sport aperta a tutti ed alla quale hanno preso parte alcuni tifosi e l’ex presidente del Viareggio, Stefano Dinelli.

I rappresentanti della politica viareggina hanno manifestato il loro interesse per salvare il calcio a Viareggio. Probabilmente se si fossero mossi prima, a questo punto la storia sarebbe diversa.

L’assessore allo sport, Andrea Strambi ha detto che «a noi stanno a cuore le sorti del Viareggio e vogliamo portare avanti la sua attività. Abbiamo avanzato l’interesse verso la costituzione di una nuova società per ripartire, ma ad oggi questa non esiste, inoltre parlando con gli avvocati di Filippelli abbiamo capito che non c’è la volontà di ripartire dalla Terza categoria, ma più in altro».

Stefano Dinelli ha ripercorso un po’ il cammino di questa stagione fino alla cessione della società. «Avevo chiesto aiuto al Comune, ma il Viareggio si è salvato solo grazie ai miei amici veri. Filippelli si è intestato personalmente le quote societarie. Per me e la mia famiglia è stata una garanzia: voleva sistemare il campo scuola e spero che lo faccia. Alla politica locale chiedo di non distruggere questo patrimonio. L’avvocato Mattia Grassani del Foro di Diritto sportivo in Italia mi ha confermato che ci si può ancora salvare. Qualora non ci fossero notizie positive per il ricorso, se il Comune sarà d’accordo, la società potrà partire dalla serie D: ci sarebbero le possibilità per riuscirci ed io sono pronto per fare la mia parte. Pensate ai 4mila spettatori che abbiamo avuto in serie D con l’Aglianese e poi scendere ai 700 di Lega Pro con il Lecce, vincendo anche una partita storica: è l’esempio che a Viareggio non c’è una cultura sportiva come nelle altre città. Altrove il calcio unisce, da noi purtroppo divide».

Roy Lepore

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web