Il Tirreno

Versilia

Sea progetti e Consorzio stabile verso il fallimento

VIAREGGIO. A volte ritornano...Per la Viareggio Patrimonio - si legge nella relazione dei revisori dei conti datata luglio scorso - «hanno rappresentato una criticità rilevante le procedure di...

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VIAREGGIO. A volte ritornano...Per la Viareggio Patrimonio - si legge nella relazione dei revisori dei conti datata luglio scorso - «hanno rappresentato una criticità rilevante le procedure di liquidazione delle partecipate Sea Progetti Srl e Consorzio Stabile». Due vecchie conoscenze per chi è abituato a mettere le mani nella galassia delle partecipate del Comune di Viareggio. L’amministratore unico della Viareggio Patrimonio, Gianluca Ruglioni - scrivono i revisori - «ha sostituito il liquidatore di entrambi gli Enti, nominando il dottor Gabriele Lorenzini». Il quale «ha provveduto a redigere una relazione dalla quale sono emerse numerose carenze e criticità in relazione alla documentazione consegnata dal precedente liquidatore». Nella persona di Matteo Pulga, una delle figure-chiave dello sviluppo della società partecipate nei dieci anni di amministrazione del sindaco Marco Marcucci. Che delle due società è stato amministratore unico prima e liquidatore poi (sostituito nel gennaio 2014).

Ecco come stanno messe le due società, nell’analisi che fa il nuovo liquidatore, così come riportato nella relazione dei revisori: «Emerge chiaramente che il proseguo della liquidazione potrà avvenire solo ed esclusivamente se la società controllante provvederà ad effettuare ulteriori versamenti a copertura di tutte le passività iscritte e non iscritte in bilancio. In caso contrario l’unica soluzione è la richiesta di fallimento o, sempre che ne ricorrano i presupposti, l’apertura di una procedura concordataria. L’assemblea del 19 maggio ha deliberato di dare mandato all’amministratore Ruglioni di conferire a Lorenzini, liquidatore di Sea Progetti e di Consorzio Stabile, ampi poteri per compiere tutti gli atti necessari alla chiusura delle società, ivi compreso quanto previsto dalla legge fallimentare, inclusa la possibilità di presentare istanze per il fallimento delle società medesime» .

Sea progetti. «Sea progetti, inizialmente posseduta al 95% e successivamente al 100% dalla Viareggio Patrimonio, ha curato in questi anni la progettazione e la direzione tecnica di numerosi interventi, tra i quali cito la messa in funzione della linea anaerobica del depuratore di Viareggio, la realizzazione dell’interessante esperienza di produzione di biogas dai rifiuti organici, la realizzazione del primo impianto europeo a Mbr, alcune parti della rete di acquedotti industriali in città, il collegamento del nuovo stabilimento Salov e dell’area di Montramito al depuratore, la cartografia computerizzata di tutte le reti idriche, del gas e dei servizi di igiene ambientale dei comuni di Viareggio e Camaiore, il Centro benessere animali, il potenziamento del depuratore di Viareggio». Così la descriveva nel 2008, sulle pagine del “Tirreno”, Giuseppe Vitiello, direttore tecnico e consigliere delegato della stessa società, che contestava duramente la scelta di metterla in liquidazione «nonostante la stessa costituisse un evidente patrimonio di Viareggio ed un necessario strumento di gestione delle tematiche ambientali».

Consorzio stabile. Più strana è la storia di questo Consorzio: nato nel dicembre 2005, e affossato che non aveva nemmeno un anno di vita, sommava “Sea acque”, “Idrosea” e “Sea progetti” con il preciso scopo di reperire appalti per le tre aziende.

Era il settembre 2006 quando l’allora sindaco Marcucci dichiarava: «L’amministrazione comunale ha deciso di non procedere con l’attività del Consorzio e di mettere a gara i contratti per il depuratore». Una “signora gara” da 6 milioni di euro circa, oggi compresa tra quelle che il ministero del’economia (Mef) nell’ispezione sui conti di Viareggio segnala per aver visto all’opera sulla progettazione, con incasso dei relativi incentivi, l’ufficio lavori pubblici del Comune, coordinato dall’ingegnere Riccardo Raffaelli.

Tra chi sedeva nel Consorzio, nato per durare 35 anni e morto dopo soli 8 mesi di vita, si ritrovano i nomi di Giuseppe Vitiello, Roberto Squaglia e Francesco Bicchielli. Ognuno dei quali aveva un altro incarico nelle società “madri”. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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