Mare inquinato lungo la Passeggiata: divieti ancora in vigore
Viareggio: lo stop alla balneazione diventa un caso politico. Protestano i turisti per i cartelli posizionati in ritardo. Una bagnante milanese: «Ero in spiaggia ma del divieto ho saputo da mio marito che si trova a Milano»
VIAREGGIO. Per tornare a fare il bagno lungo la Passeggiata e a Terrazza della Repubblica a Viareggio ci sarà ancora da attendere. L’Arpat, dopo aver lanciato l'allarme inquinamento nella mattinata di martedì 5, ha effettuato le previste controanalisi il cui esito, però, non sarà reso noto fino a giovedì 7. E dunque è probabile che solo nella giornata di venerdì 8 diventi possibile revocare l’ordinanza di divieto di balneazione che tanto sta facendo discutere la città e i suoi ospiti. La zona vietata ai tuffi comprende un'area che va dal bagno Nettuno (escluso) fino ai primi metri di spiaggia a Lido di Camaiore, per un totale di circa 60 stabilimenti balneari.
Le categorie economiche sono preoccupate per il danno di immagine e chiedono interventi seri e risolutivi sulle cause dell’inquinamento delle acque all’amministrazione locale. Che in queste ore è al centro delle polemiche per non aver saputo gestire l’emergenza (i cartelli di divieto in moli bagni della Passeggiata sono stati sistemati 24 ore dopo la prima comunicazione dell’Arpat) e non aver messo mano, insieme agli altri enti competenti in materia, a interventi strutturali sul sistema di fossi e canali e su quello della depurazione.
L’altro fronte è quello dei bagnanti che, se in qualche caso continuano a fare il bagno (per lo più gli stranieri ai quali nessuno ha tradotto i cartelli di divieto in italiano) nella maggior parte delle situazioni restano sotto l’ombrellone lamentandosi del ritardo con il quale è stata resa nota l’ordinanza del Comune. Tra le tante voci di protesta quella di una signora di Milano che racconta: «Ero in spiaggia ma non sapevo niente del divieto di balneazione: me lo ha detto mio marito telefonandomi da Milano».
La Regione attacca Gaia. "Un problema - si legge in un comunicato della Regione - che doveva essere risolto già da tempo, con interventi che dovevano essere già realizzati a cura del gestore del servizio idrico integrato. La Regione, pur non avendo competenze dirette sul sistema idrico integrato, si è impegnata comunque a fondo per dare una mano ai soggetti interessati a risolverlo. Dal 2012 ad oggi sia l'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini, sia lo stesso presidente Rossi, hanno accentuato ulteriormente l'impegno, con riunioni su riunioni, tenute insieme agli enti interessati a seguito delle quali la Regione ha finanziato una serie di interventi per opere già ricomprese nel piano di ambito. In totale l'accordo di programma per la balneazione in Versilia, che ricomprende anche le opere degli accordi precedenti (Camaiore e Massaciuccoli) prevede adesso un complesso di interventi relativi a fognatura e depurazione per circa 43 milioni di euro, con un contributo complessivo della Regione di 5,1 milioni di euro". "Se alcuni lavori sono stati realizzati - dice l'assessore all'ambiente della Toscana, Anna Rita Bramerini - altri dovevano essere stati fatti e non lo sono ancora. Come Regione siamo intervenuti perché Gaia possa più facilmente accedere al credito, stanziando a luglio circa 4 milioni di euro come garanzia. Nella prima giunta di settembre inoltre - annuncia Bramerini - porteremo in approvazione il nuovo accordo di programma che mette in fila cinquanta diversi interventi riunendo in un solo strumento programmatorio anche quanto era stato già previsto dai vecchi accordi. Inoltre è già stata fatta la variazione di bilancio per coprire con altri 2 milioni di euro l'impianto sperimentale di ionizzazione per l'abbattimento della carica batterica sul fosso dell'Abate, fonte principale dell'inquinamento da colibatteri registrato ieri, e sui fossi di Fiumetto e Motrone. Un impianto che la Regione si è impegnata a finanziare nel maggio scorso in attesa degli altri interventi strutturali''.
Mare pulito a Forte dei Marmi. Intanto, il Comune rende noto che a Forte dei Marmi il mare è pulito. I dati delle analisi eseguite in data 4 agosto dall'Arpat sono eccellenti dato che in tutti e tre i punti dove sono stati effettuati i prelievi, ossia Vittoria Apuana, centro e confine con Marina di Pietrasanta, riportano valori bassissimi, quando non addirittura zero su un limite massimo consentito per legge di 500 per l'escherichia coli e di 200 per gli enterococchi intestinali.
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