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Versilia

Il sindaco alle 14 non sapeva niente

Il sindaco alle 14 non sapeva niente

Ma alle 11 del mattino l’ufficio ambiente aveva già incontrato l’assessore

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VIAREGGIO. »Non ne so niente...»: sono le 13,43 quando Leonardo Betti, nel corridoio del Municipio, incontra il cronista del “Tirreno”che lo informa delle analisi Arpat e relativa conseguenza del divieto di balneazione più esteso che Viareggio ricordi. «Ora chiamo l’ufficio ambiente...voglio sapere», dice il sindaco sbattendo la porta.

Alle 13,52 arriva il dirigente dell’ufficio ambiente, Franco Allegretti, diretto nella stanza del sindaco: «A noi Arpat non l’ha comunicato», dice al cronista prima di infilare la porta.

Alle 14 fa capolino, diretto anche lui da Betti, l’assessore all’ambiente Giovanni Giannerini, richiamato mentre se ne stava andando a pranzo: «Arpat ci deve ancora inviare le analisi ufficialmente», dichiara. Incalzato, però, aggiunge che «l’ufficio ambiente è venuto da me alle 11 per rappresentare informalmente la situazione...».

Dalle 11 del mattino alle 13,43, dunque, nessuno ha ritenuto di informare di quanto stava accadendo, in una stagione così maledetta, il primo cittadino che l’ordinanza di divieto di balneazione deve firmare. Tanto da indurlo a dichiarare di non saperne niente... «Ti ha detto una bugia...», dice Giannerini prima di lasciate il Municipio.

Ed allora vale la pena di proseguire nella ricostruzione. La lettera di Arpat che impone l’ordinanza è arrivata al protocollo generale del Comune alle 12,30. Per salire dal piano terra del Municipio fino al primo piano, ha impiegato un’ora: alle 13,30 è “entrata” nella disponibilità degli uffici del primo cittadino. Il quale - spiega l’ufficio stampa del Comune - ha visto la comunicazione solo dopo essere stato informato dal “Tirreno”. La sensazione colta nel Palazzo tra le 14 e le 15 è che si sia sperato, non si capisce come, che la comunicazione di Arpat potesse rimanere “segreta” almeno fino a sera. Tanto che lo stesso assessore all’ambiente al “Tirreno” ha dichiarato: «È successo un mese fa a Torre del Lago uguale, identico...». Come a dire che la notizia non ha fatto poi tanto clamore.

Ma non la pensano allo stesso modo gli operatori turistici cittadini: «Viareggio con oggi è fallita», dichiara sconvolto Federico La Ferla, gestore della gelateria “Orsi” ed esponente di Confcommercio. E Manuela Granaiola, senatrice del Pd, ricorda: «Nel convegno che organizzai prima dell’estate, nonostante il parere di esperti e professori dell'università di Bologna, gli amministratori locali convennero di sostenere la soluzione già avviata (ionizzazione), onerosa e sottoposta a rilevanti critiche. I fatti di queste ore ci ricordano l'urgenza e l'importanza di tornare ad affrontare la situazione con la dovuta attenzione e continuità. Si tratta di fenomeni (purtroppo non nuovi) che ledono l'immagine turistica di tutta la Versilia nonchè la sua capacità di competere sul mercato turistico globale. Un lusso che proprio non ci possiamo permettere!».

Donatella Francesconi

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