Il Tirreno

Versilia

Era il Real Bozzano, ora è solo un ricordo

di Roy Lepore
Era il Real Bozzano, ora è solo un ricordo

Cala il sipario sulla gloriosa epopea del club orange apertasi negli anni Cinquanta: la tristezza di tifosi e protagonisti

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BOZZANO. A malincuore e con tanta tristezza per gli appassionati e i tifosi storici del Bozzano, che ha avuto nel finale dell’attività anche un gruppo di giovani Ultras, cessa l’attività una delle società storiche dell’intera Versilia. Una società che - nel periodo d’oro - è stata punto di riferimento del calcio versiliese e toscano, finendo anche sulle pagine sportive nazionali.

L’ultimo anno di attività del Bozzano è stata quella appena trascorsa in Terza categoria. Ora la società fondata nel 1952 con la matricola 7610 in pratica sparisce dal panorama calcistico. Il prossimo anno prenderà parte con la denominazione Sporting Bozzano al campionato di Prima categoria, mentre il Massarosa che si era unita con il Bozzano, gestirà solo il settore giovanile. Americo Chiantelli in pratica è stato l’ultimo che ha mantenuto in vita il Bozzano, con la giovane formazione che ha preso parte all’ultimo campionato di Terza categoria.

«Ho iniziato a giocare nel Bozzano che avevo 14 anni - dice Chiantelli - poi ho fatto la trafila fino a raggiungere la prima squadra, per poi ricoprire il ruolo di direttore sportivo e poi rimanere nel consiglio. Sono stato in pratica colui che ha spinto Eugenio Dinelli da calciatore a passare in panchina: è diventato così un ottimo allenatore, che ha regalato tante soddisfazioni al Bozzano. Sono stato anche segretario e giocatore nello stesso tempo, quando eravamo in Seconda categoria, vincendo il campionato. Poi ho conosciuto i momenti belli al fianco di dirigenti importanti come Eugenio Franceschi, che chiamavamo tutti “Beck”, che era il nostro uomo guida. Il Bozzano era una grande famiglia, per motivi di lavoro sono stato via per qualche anno perché sono andato a Roma. Quando sono tornato mi hanno chiamato ed ho accettato con entusiasmo di essere ancora all'interno dell società». Cosa provi adesso che sparisce? «Un dolore ed una amarezza, perché sono stati anni molto belli ed indimenticabili. Basti pensare che la prima partita della storia calcistica del Bozzano è stata a Gallicano: si perse per 2 a 0, per anni ci fu il detto: “Così si perse a Gallicano”».

Eugenio Dinelli, è stato l'allenatore che tutti ricordano a Bozzano per i risultati che ha conquistato. Ha rinunciato al professionismo con il Ponsacco per allenare gli orange, era il preferito dal “Beck”. Anche lui come tutti coloro che hanno fatto la storia della società è dispiaciuto che termina l'attività.

«Il fatto che scompaia una società tra le più importanti della zona è un peccato - dice Dinelli - ha scritto pagine importanti non solo del calcio versiliese». Paolo Bartolini è stato lo storico segretario, ed anche lui era tra i pupilli del Beck. «Il Bozzano sarà nel mio cuore e rimarrà la mia squadra preferita. Non è facile immaginare campionati senza gli orange, purtropo però sarà così».

Franco Benvenuti è approdato al Bozzano grazie a Dinelli. «Lo devo ad Eugenio se ho potuto trascorrere quattro anni che sono tutt’ora vivi nella mia mente - dice - mio nipote gioca nel Pisa 2001 insieme ad un suo amico che ha la mamma originaria di Bozzano. È un’occasione per tornare indietro negli anni e ricordare tante belle avventure che ho trascorso in questa società. Nonci conoscevano in tanti, ma quando ci affrontavano, specialmente al “Rontani” trovavano un gruppo di giocatori che dava sempre tutto. Scompare una pietra milare del calcio toscano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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