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Versilia

Nuovo ticket in ospedale I pazienti: un’ingiustizia

di Matteo Tuccini
Nuovo ticket in ospedale I pazienti: un’ingiustizia

Proteste e qualche disagio per il debutto del parcheggio a pagamento al Versilia «Un balzello in più sugli esami». Ma la viabilità, soprattutto all’ingresso, migliora

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VIAREGGIO. «Ho già versato oltre 200 euro per un esame in libera professione. Questa idea del parcheggio a pagamento proprio non mi piace: è un balzello in più». Mara Lorieri è arrivata al “Versilia” per svolgere degli accertamenti. E quando ha scoperto che, per la prima volta, avrebbe dovuto versare un ticket per la sosta, non l’ha presa bene. «Oltretutto - spiega di fronte all’ingresso dell’ospedale - questa macchinetta è fuori uso, perciò devo andare a pagare dove c’è l’altra. Perdendo tempo».

Le proteste dei pazienti. Ieri alle 7 è scattata la rivoluzione della sosta all’ospedale: per la prima volta dopo 12 anni parte del parcheggio del “Versilia” - per la precisione 239 posti - diventa a strisce blu. Con tariffe da 50 centesimi a un massimo giornaliero di 3,50 euro. Prezzi tutto sommato ridotti. Ma che pazienti, e utenti in generale, accettassero di buon grado la novità era pura utopia. «È ingiusto far pagare il parcheggio di un ospedale - afferma un’anziana - io, ad esempio, ho sforato l’ora e ho dovuto versare 1 euro e 50 cent». Un’altra coppia di utenti si lamenta «non tanto per le tariffe, quanto per il principio. Già venire qui non è piacevole per mille motivi, figurarsi quando vengono richiesti dei soldi anche per lasciare l’auto». Qualche utente, un po’ nervoso, se la prende anche con la steward alla macchinetta.

I disagi registrati. Non tutto è filato alla perfezione. Il disservizio più grave è stato il blocco di una delle due macchinette per il pagamento della sosta, quella piazzata di fronte all’ingresso principale. Alla richiesta di spiegazioni, la steward ha detto che si trattava di un problema legato all’allarme: l’apparecchio ne era sprovvisto, e il tecnico lo stava installando per evitare che venisse scassinato senza colpo ferire. Un lavoro che andava fatto ieri, e che ha costretto qualche utente a spostarsi all’altra macchinetta (lato obitorio) con diverse lamentele. Ci sono state poi code, soprattutto nelle prime ore, delle auto che entravano e uscivano. L’impressione è che si debba attendere qualche giorno per capire se la scorrevolezza dei veicoli sarà piena.

I posti per le ambulanze. Alcuni volontari delle associazioni hanno fatto presente che la mappa dei posti riservati alle ambulanze è stata ridisegnata, e che il risultato non agevola il trasporto dei malati. «Prima - hanno detto - avevamo a disposizione stalli che ora sono stati occupati dai parcheggi per motorini. Così siamo costretti a volte a lasciare il mezzo più lontano, con conseguenti disagi». Paolo Torrico, direttore amministrativo dell’Asl replica: «Gli stalli riservati, tra cui quelli per le ambulanze, non sono diminuiti: sono aumentati. Detto questo, qualche problema c’è: lo risolveremo, usando anche delle transenne».

Meno caos. Ma c’è un elemento che non può essere ignorato, almeno per ora: il caos delle auto parcheggiate a casaccio, e in particolare l’imbuto che si formava di fronte all’ingresso, è quasi sparito. Nell’area blu si registrava ieri mattina un ordine che difficilmente si vedeva prima, soprattutto di lunedì. Certo, qualche abuso c’è ancora: all’Asl raccontano che un uomo ha parcheggiato la propria Mercedes su uno stallo riservato ai disabili, e alla richiesta del vigilantes non ha saputo esibire il tagliando. Andandosene poi alla svelta. «Al momento usiamo le maniere buone - affermano dalla Gpe servizi integrati, che ha in gestione il parcheggio - dopo, no».

La questione ambulanti. I venditori ambulanti ci sono ancora, ovviamente. Concentrati nell’area gratuita. «Nessuno - spiegano dall’Asl - aveva la presunzione né l’idea di allontanarli. Ma la loro presenza si è ridotta nel corso della giornata, una volta vista la nuova sistemazione dell’intera zona». Qualche utente, però, si lamenta: «Se lasci l’auto negli stalli bianchi, paghi comunque l’obolo agli ambulanti. Una vera beffa».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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