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Versilia

il caso

La Viareggio porto sarà liquidata e poi “ripescata”

VIAREGGIO. Per la Viareggio porto «ci sono i presupposti di legge per la liquidazione» e, dunque, «la società sarà messa in liquidazione». A parlare così è Giuseppe Dati, segretario della Federazione...

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VIAREGGIO. Per la Viareggio porto «ci sono i presupposti di legge per la liquidazione» e, dunque, «la società sarà messa in liquidazione». A parlare così è Giuseppe Dati, segretario della Federazione versiliese del Partito democratico, che oggi parteciperà alla riunione che vede discutere del futuro della società partecipata i consiglieri comunali del Pd, l’assessore a porto, Giovanni Giannerini, la segreteria del Pd viareggino. In liquidazione - come prevede la normativa (l’articolo 2484 del codice civile qualora si verifichi che la perdita in corso dell'esercizio sia superiore o uguale al patrimonio netto - ma pronta ad essere “ripescata” per essere venduta, “imbottita” di beni trasferiti dall’Ente pubblico per accrescere il valore delle azioni.

Perché - continua Dati sposando la tesi preminente nell’amministrazione Betti, he chiede ai consiglieri di maggioranza l’”atto di fede” di un indirizzo in tal senso - trovare il modo di vendere la Viareggio porto ha molto a che fare con i conti del Comune». Che deve rendere 11 milioni e 563.168 euro all’ex socio privato, Ferragamo. Somma che intende reperire, appunto, rimettendo sul mercato le azioni della società che gestisce una parte di approdi turistici in porto. Operazione sulla quale così si esprime la relazione del ministero dell’economia: «Il Comune finanzia il costo della transazione monetaria con il valore delle azioni riacquisite, sperando che effettivamente queste azioni, in un futuro indeterminato ed ad esito di una procedura di alienazione ancora tutta da costruire, portino nelle casse comunali una somma di denaro equivalente. Appare di tutta evidenza che questo metodo di copertura della maggiore spesa derivante dalla transazione risulta in palese contrasto con le regole del Tuel e con il contenuto dei principi contabili per gli Enti locali».

In base - continua la relazione del Mef - all'articolo 179 del Tuel le entrate provenienti da alienazione e concessione di beni patrimoniali, da trasferimenti di capitale e riscossione di crediti sono accertate, di norma, sulla base di atti amministrativi o di contratti che ne quantificano l'ammontare». “Pezze di appoggio”, insomma, per dirla con parole accessibili a tutti. Ben lungi da esservi. «Nella situazione attuale - insiste Dati - l’unica cosa che può fare il Comune è vendere: il Principino, un po’ di diritti di superficie della Passeggiata, la Viareggio porto». Vendere «con gare che stiano dentro la legge. Perché personalmente ho molto chiaro il confine tra la politica e la Procura della Repubblica... Certo, se venisse chi compra in blocca Principino, Viareggio porto e Mercato ittico andrebbe di lusso. Però - voglio essere chiaro - non è che arriva uno e sottobanco si tratta. Si può andare in giro per sollecitare un interessamento, negli Emirati, in Cina e secondo me anche in America. Ma non significa che poi non si agisca con trasparenza».

Anche all’interno del Pd viareggino c’è chi esprime perplessità e dubbi. E con questi l’incontro di oggi dovrà pur confrontarsi. Per quanto l’assessore Giannerini sia determinato a portare a casa la “valorizzazione” di una società il cui presidente, Fabiano Frosini, ha detto in commissione consiliare che valorizzazione significa «ricapitalizzazione con passaggio di beni». Esattamente quello che l’amministrazione Betti ha votato di non fare per la Viareggio Versilia congressi. (d.f.)

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