Il Tirreno

Versilia

Fuori uso lo sgambatoio in pineta di Ponente: parola di cane

Fuori uso lo sgambatoio in pineta di Ponente: parola di cane

L’area è pericolosa, sporca e non igienica per tutti tanto che anche uno dei piccoli amici a quattro zampe che potrebbe frequentarla, Stella, si rifiuta di entrare. Ecco il racconto della sua padrona

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VIAREGGIO. Stella è una simpaticissima meticcia a pelo scuro. Un amico a quattro zampe molto vivace e giocherellone. Ma a vedere dalle foto inviate dalla sua padrona Elena Tomei, scattate nei pressi dell'area di sgambatura per cani in pineta di Ponente, proprio non si direbbe. In quelle immagini Stella ha un'aria contrariata, spaventata, quasi choccata. È come se "parlasse" con lo sguardo e con l'atteggiamento del corpo sdraiato a terra: "Io da qui non mi muovo”, sembra dire: “E la prossima volta, qua dentro, non ci entro di certo".

A raccontare la "protesta" di Stella, e soprattutto le condizioni fatiscenti dell'area riservata ai cani in pineta, è la stessa Elena. «Lo sgambatoio - è abbandonato da anni, con i ferri dei cancelli arrugginiti e le reti divelte che costituiscono un serio pericolo non solo per gli animali, ma anche per i padroni, specie se adolescenti, che conducono la loro bestiola nel recinto. Il terreno è intriso di urina. Dove prima c'era un bel prato adesso c'è solo la terra: non cresce altro se non erbacce infestanti che possono ferire i cani».

Nel recinto una ulteriore minaccia arriva…dall'alto. Sì, perché i pochi alberi che fanno ombra sulla struttura hanno rami che sono già piombati a terra, o che peggio sono a rischio caduta. Insomma: in quell'area possono farsi male non solo i cani, ma anche i padroni. Per questo Elena evita spesso di portare Stella in quel luogo (dove già in passato si è ammalata o ferita). Ma un paio di domeniche fa è stata costretta a fare sosta nella pineta di ponente: «Dopo pochi minuti, Stella si è bucata i polpastrelli. Zoppicando, è tornata al cancello e, spaventata, è passata sotto la recinzione, rischiando di aprirsi il dorso con i ferri arrugginiti. Quando ho tentato di riportare la mia canina all'interno - rivela - lei si è rifiutata di camminare in quello spazio orrendo: si è seduta all'entrata e non si è più mossa, fino a quando non l'ho portata via».

Giorgio Carlini

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