Sicurezza
Vince il ricorso per l’Ici non dovuta
PIETRASANTA. Visti i tempi, l’arrivo a domicilio di un avviso di accertamento da 8.500 euro, non è certo il massimo. Se poi il Comune reclama il pagamento di un importo, legato a vecchie pendenze Ici,...
PIETRASANTA. Visti i tempi, l’arrivo a domicilio di un avviso di accertamento da 8.500 euro, non è certo il massimo. Se poi il Comune reclama il pagamento di un importo, legato a vecchie pendenze Ici, per una motivazione - un’omessa comunicazione - invece regolarmente fatta - l’irritazione e l’amarezza , di chi subisce il tutto, è ancora maggiore.
«La Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso della nostra assistita, residente a Pietrasanta, rigettando, di fatto, le argomentazioni dell’ufficio tributi comunale. Un caso - spiegano gli avvocati Alessandro De Vitis e Francesco Pagnanelli - che però, per le sue modalità, potrebbe riguardare anche altri contribuenti. In sostanza la signora aveva ricevuto avvisi di accertamento Ici per quattro anni, dal 2008 al 2011, con la contestazione che quella da lei abitata non era la prima casa (su cui l’Ici era stata abolita). E questo perché, sempre secondo l’ufficio, la nostra assistita non aveva inoltrato comunicazione formale, allo stesso sportello dei tributi, di cambio di residenza da Forte dei Marmi, dove fino al 2008 abitava, a Pietrasanta. E questo è il punto: la signora la comunicazione l’aveva fatta eccome, agli uffici comunali preposti nel luglio del 2008 e quella da lei utilizzata era quindi effettivamente l'abitazione principale».
Una mera contestazione formale che però, fra ingorghi burocratici e impossibilità di dialogo fra le parti è approdata davanti ad un giudice. La comunicazione diretta all’ufficio tributi del cambio di residenza - che di conseguenza legittimava l’abitazione come prima casa - non era però necessaria, è stata la decisione della Commissione tributaria accogliendo, di fatto, il ricorso. «È assurdo e privo di ogni fondamento logico giuridico pretendere di dovere dichiarare allo stesso Comune dati di cui già dispone. In poche parole era sufficiente che i due uffici comunicassero fra loro e si sarebbero risparmiati tempo e denaro»; ribadiscono gli avvocati De Vitis e Pagnanelli. La particolare incertezza giurisprudenziale ha però, alla fine, giustificato la compensazione delle spese legali.
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