La protesta
In mostra i tesori delle contrade del Palio di Querceta
Costumi e trofei, strumenti e fotografie per raccontare passioni, gioie e dolori di una intera comunità
QUERCETA. Il rullante in basso nell’angolo non è un rullante qualsiasi, è quello di Sara Gabrielli, la contradaiola del Pozzo scomparsa circa un anno fa. In un’altra stanza c’è una foto in bianco e nero: «Questo è il nostro presidente Giuseppe Menchini, quando aveva 12 anni, e sbandierava. La foto è stata ritrovata in una soffitta» ci racconta Maurizio Gasperetti del Leon d’Oro. Invece, sotto una bandiera verde rosso c’è il primo bambino di legno, del Trofeo Mecchieri vinto dalla Lucertola.
Così ogni contrada del Palio dei Micci si racconta, con oggetti ognuno dei quali ha un senso ben preciso, e compongono come un puzzle la storia del Palio. Otto stanze che racchiudono ricordi più o meno recenti, e le chicche di cui ogni contrada va fiera.
Come promesso dalla Pro Loco di Querceta, il museo del Palio ha cambiato forma, e contenuti. Personalizzato a propria immagine e somiglianza da ogni gruppo delle otto contrade.
«C’è stato un grande impegno da parte di tutti – ha detto Franco Burroni dopo il taglio del nastro – ed emerge l’amore che c’è per il Palio». Il tema degli allestimenti erano i costumi dei musici e sbandieratori, ma c’è chi si è sbizzarrito di più e ha pescato memorie in qualsiasi competizione del Palio. E ad esempio a Querceta è stato realizzato il disegno di una Quercia che nasce da una chiave di violino e rappresenta i musici e gli sbandieratori, così come l’album fotografico sulla parete opposta. E se i costumi, foto, e le prime bandiere dipinte a mano, che quasi ogni contrada ha portato al Museo del Palio - allestito a Querceta nell’ex sede dell’Asl - non bastassero, sul pavimento si trovano reperti dei temi più o meno vecchi. Alcuni vinti, e altri che nonostante il risultato sono rimasti nel cuore delle persone. Come quello della Cervia dove la struttura era composta da una barca: le foto sui pannelli la ricordano.
«È una bella iniziativa – ha commentato Ettore Neri – dalla quale emerge tutto il lavoro e l’impegno che i contradaioli ci mettono; è una soddisfazione vedere una comunità che si applica così». Poi il sindaco Ettore Neri ha aggiunto, senza lasciar trapelare altro, che «il museo rimarrà di sicuro fino a fine anno poiché l’Asl ha rinnovato la convenzione gratuita». Infine c’è chi ha interpretato questo spazio mussale - il Leon d'Oro - come una soffitta «dove si ripongono le cose vecchie e con loro anche i ricordi». «Abbiamo allestito tutto in pochi giorni» ci confessano i contradaioli del Pozzo, che hanno esposto anche il ritratto del loro amato presidente Giorgio Quiriconi. Mentre la Cervia ha raccontato con una breve descrizione com’è nata la contrada e quando è stata costituita, perfino con l’atto ufficiale. E nella stanza bianco celeste non poteva mancare la Lira, perché «siamo la contrada che ne ha vinte di più», ci dicono. La Madonnina invece ha rappresentato tutti i costumi dei musici e sbandieratori dalla loro nascita. «C’è la foto di Renzo Tesconi – racconta il presidente della Madonnina Antonio Giorgi – che nel ’95 è stato campione assoluto italiano sbandieratori singolo». L'assessore alla cultura Riccardo Biagi si è poi complimentato «con i contradaioli e per il lavoro della Pro Loco che svolge il doppio ruolo di promozione turistica del territorio e porta avanti una tradizione che il prossimo anno festeggia i 60 anni dal suo inizio».
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DEL MUSEO DEL PALIO
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