Sicurezza
A 94 anni diventa il modello per i gelati Sammontana
L’azienda di Empoli ha scelto i volti dei balneari per la pubblicità sulle spiagge Coinvolgendo personaggi noti come Beppe della Darsena: «Ora mi do al cinema»
VIAREGGIO. Si alza ancora alle 6, per andare a pulire la piscina del suo Arizona prima che arrivino i clienti più mattinieri. E ogni sera, cascasse il mondo, si occupa di rimuovere la sabbia dalla passerella. Giuseppe Scartabelli, classe di ferro 1920, il mondo lo affronta ancora così: di petto. Perciò quando la Sammontana - celebre marchio empolese che rifornisce di gelati tanti stabilimenti balneari, compreso il suo - ha chiesto se poteva fare da soggetto per la campagna pubblicitaria sulle spiagge, il buon Beppe della Darsena (come lo conoscono tutti da quando, nel dopoguerra, arrivò a Viareggio per fare il carbonaio) non si è tirato indietro. Divertendosi un mondo.
«Se mi sono piaciuto nel manifesto? Mah, insomma - dice Beppe con modestia - mi hanno fotografato con quel cappello...». Lo stesso cappello che porta tutti i giorni, per proteggersi dal sole. «Mi hanno preso di sorpresa», rivela quasi per scusarsi di un simile abbigliamento. Mentre i familiari, in particolare i più giovani del gruppone targato Scartabelli-Maggiorelli che manda avanti l’Arizona sulla Marina di Levante, lo ammoniscono: «Guarda che ti sei messo tu subito in posa». E lui ribadisce: «Non credevo di poter diventare così importante: mi vedranno dappertutto». Ridendo di gusto, però, quando gli fanno presente che dopo la pubblicità di solito si passa al cinema. «E perché no?», sorride sornione. Pensando a una telecamera che ne inquadri il sorriso tutt’ora forte e pieno di entusiasmo.
La storia di Beppe Scartabelli, del resto, è un po’ un film. Con la moglie Valeria, detta Rosa, arrivò in una Viareggio distrutta dalla guerra: in tasca avevano la speranza e un curriculum da taglialegna. Assieme alla moglie diventarono i carbonai della Darsena, e ancora oggi i ricordi di quella attività fanno parte della memoria dei viareggini più anziani (o meno giovani, fate voi). Nonostante quel lavoro pesante e difficile finì, per loro fortuna, già alla fine degli anni Sessanta, quando comprarono il primo bagno sulla Marina di Levante. L’amata Rosa non c’è più da tempo, ora Beppe vive con la figlia Mariagrazia e il genero Fabrizio. E i nipoti che non perdono occasione per stuzzicarlo: «A cena non mangi? Vabbè, tanto hai mangiato per due a pranzo».
Ne ha di cose da raccontare Beppe, così come Graziano Giannessi, Roberto Santini e gli altri balneari coinvolti dalla Sammontana: gente che non è solo un simbolo della categoria dei balneari, ma di una storia antica e recente della Versilia. Di come è nata come modello turistico, come è esplosa e come sta soffrendo. «Quando sono arrivato qui dal Pistoiese - racconta Scartabelli - la situazione era drammatica. Peggiore di oggi, senza dubbio. Ma c’era lavoro per tutti. Ecco, la differenza più grande è questa: la Darsena era un deserto, ma gli operai li andavano a cercare a casa. Oggi è tutto fermo, non si muove neanche un mattone. Speriamo che questa situazione balorda passi». Intanto, si riparte con la pulizia della passerella.
@matteotuccini
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