Il Tirreno

Versilia

Sei milioni di multe sono andati in fumo

di Donatella Francesconi
Sei milioni di multe sono andati in fumo

È il totale delle sanzioni al codice della strada che non possono più essere richieste Il ministero: la Patrimonio riscuoteva dai cittadini ma non versava al Comune

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VIAREGGIO. Meno 35 milioni di residui attivi: è la cifra che il Comune avrebbe dovuto riscuotere e non potrà più sottratta dal bilancio consuntivo 2013 che dovrà andare all’approvazione del consiglio comunale entro il 18 agosto, perché la Prefettura non ha concesso la proroga richiesta dall’amministrazione Betti. Trentacinque milioni che per 24 milioni e 271.938,34 euro sono composti da accertamenti Ici, Tia e multe per infrazioni al codice della strada. Queste ultime ammontanti a ben 6 milioni, due in più dei quattro che ogni anno vengono ipotizzati in bilancio a Viareggio. Cifre che oggi - così si legge nella delibera allegata al bilancio consuntivo - sono considerate «crediti di dubbia esigibilità».

Della questione si occupa, inevitabilmente, anche la relazione dell’ispettore del ministero dell’economia (Mef). Partendo da un primo dato, per i cinque anni presi in esame (2009- 2013): «La media della riscossione del complesso dei residui attivi è abbondantemente inferiore a quella di pagamento dei passivi». Ne deriva - è la considerazione dell’ispettore che «un andamento così sbilanciato ha provocato gravi squilibri di cassa. Costringendo d un massiccio ricorso all'anticipazione di tesoreria».

L’analisi - si legge ancora - «può fornire anche un'importante chiave di lettura concernente un'altra delle principali problematiche che colpiscono pesantemente la situazione finanziaria dell'Ente: vale a dire, i rapporti con i soggetti partecipati». Sotto osservazione finisce la Viareggio Patrimonio, società che per l’Ente riscuote ma che «con grande frequenza, non versa all'Ente il riscosso». Molti dei residui attivi riguardano «entrate che la società di riscossione ha provveduto ad incamerare nei confronti di soggetti privati debitori del Comune, ma che poi, al fine di far fronte alla sua deficitaria situazione economica ed alla altrettanto pesante situazione concernente la liquidità, non ha provveduto a versare al bilancio comunale. Addirittura, con delibera di Giunta numero 145/2013, è lo stesso Comune ad autorizzare la Viareggio Patrimonio a trattenere, per far fronte alla propria crisi di liquidità, 1 milione degli importi riscossi come concessionario. Questa situazione, oltre a risultare gravemente irregolare sia in relazione agli obblighi generali concernenti il maneggio di pubblico denaro propri di chi svolge l'attività di concessionario della riscossione, sia in relazione agli specifici adempimenti previsti nell'ambito del Tuel e del contratto di servizio fra Comune e Viareggio Patrimonio, evidenzia una criticità oltremodo profonda nei rapporti finanziari fra Ente e partecipata, che ha dei pesantissimi risvolti sulla situazione complessiva del Comune».

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