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Spiagge vuote come d’autunno «Giro d’affari crollato del 30%»

Spiagge vuote come d’autunno «Giro d’affari crollato del 30%»

VIAREGGIO. L’estate (forse) comincerà davvero nei prossimi giorni. Con un miglioramento delle condizioni meteo, e qualche turista che si armerà di speranza e sfiderà nuvole e crisi per venire...

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VIAREGGIO. L’estate (forse) comincerà davvero nei prossimi giorni. Con un miglioramento delle condizioni meteo, e qualche turista che si armerà di speranza e sfiderà nuvole e crisi per venire comunque in vacanza in Versilia. Ma una cosa è sicura: con un luglio così disastroso, salvare questa stagione turistica diventa una missione ai limiti dell’umano.

Già, perché a fronte di un maggio e un giugno che da anni scontano una certa instabilità atmosferica, negli ultimi anni di crisi economica il mese di luglio è sempre stato un’àncora di salvataggio. Grazie al sole pieno e al fatto che molti, ormai, preferiscono fare le vacanze in questo periodo piuttosto che nel caotico agosto. Ma con una pioggia che trasforma la Versilia in Birmingham, cosa ti puoi aspettare? «Un giro d’affari in spiaggia che, rispetto al luglio 2013, è crollato del 30-35% - afferma Carlo Monti, presidente dei balneari viareggini - ci salviamo con i clienti stagionali, ma la situazione è un pianto greco. I giornalieri sono semispariti, anche perché mi pare difficile aspettarseli quando a Viareggio infuria il temporale. E così ogni fine settimana “nero” ci costa il 5% in meno di clientela».

Anche gli albergatori versiliesi, qualche giorno fa, lamentavano un trend negativo fino al 40%. Ma la vera mazzata non può che essere sulle spiagge, rimaste per giorni inutilizzate come in autunno. Un crollo autentico, che oltre agli ombrelloni non affittati riguarda soprattutto il lavoro di bar e ristoranti sul mare. Una vera beffa per chi, negli anni scorsi, ha ripreso in mano la gestione dei locali un tempo affittati ad altri esercenti. «I bar e ristoranti - spiega Roberto Bertolucci, presidente del Consorzio balneari Marina di Levante - non possono che essere penalizzati da una situazione simile. In Darsena, quando c’è il sole, nessuno ha motivo di lamentarsi e si lavora alla grande. Ma il bilancio è magro, molto magro anche da questa parte della città».

Secondo Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale dei balneari di Confesercenti, «servirebbe l’anticiclone delle Azzorre. Ma a parte le battute, ormai voler lavorare 40 giorni in un anno è diventato antistorico. A maggior ragione quando capitano 20 giorni di pioggia nello stesso periodo. So che mi ripeto, e forse qualcuno farà finta di niente come al solito: ma come si fa a restare fermi sulle proprie offerte, quando è chiaro che non bastano più?». E lo sarà ancora più chiaro alla fine dell’estate, quando le stime sui crolli del giro d’affari peggioreranno. E il conto finale sarà salato.

Matteo Tuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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