Il Tirreno

Versilia

Coraggio in spalla, ecco il mini esercito degli scout versiliesi

di Cristina Bulgheri
Coraggio in spalla, ecco il mini esercito degli scout versiliesi

Zaino, tende e scarponi in 64 parteciperanno al grande ritrovo nazionale che inizierà mercoledì

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VIAREGGIO. Zaino in spalla, scarponi ai piedi, borraccia piena, tenda e in mano un passaporto speciale, la Carta del Coraggio , il documento nazionale che li accomuna e che caratterizzerà il raduno nazionale delle rover e scolte Agesci che dal 6 al 10 agosto si svolgerà nel parco di San Rossore e che vedrà riuniti oltre 30mila scout appartenenti a oltre 1200 clan nazionali. Un evento per il quale in un primo tempo si era parlato perfino dell'arrivo di un ospite di eccezione come papa Francesco.

Ragazzi tra i 16 e i 20 anni che per cinque giorni abbandonate spiagge, città e abitazioni si daranno appuntamento a San Rossore per riflettere sull'oggi e sul domani e - come recita il sottotitolo della Carta del Coraggio stilata dalla pattuglia nazionale di branca che dovrà arricchirsi dei contributi del vari gruppi presenti a San Rossore - guardare "diritti al futuro".

Documento sul quale rover e scolte hanno lavorato tutto l'anno arrivando a compiere azioni concrete sul territorio. E che sarà all'ordine del giorno del raduno nazionale durante il quale sarà affrontato appunto il tema del coraggio attraverso laboratori, tavole rotonde e altri momenti di confronto che preluderanno alla stesura della seconda parte della Carta stessa che sarà letta durante la cerimonia conclusiva e sarà l'impegno degli scout italiani lungo la strada che da san Rossore riporterà i 30 mila partecipanti nelle loro case, nelle loro famiglie, nelle loro realtà associative ed ecclesiali.

Dalla Versilia partiranno in 64 tra capi e ragazzi, appartenenti ai clan (così si chiama nel gergo scoutistico il sottogruppo dai 16 ai 20 anni) dei gruppi Viareggio 3, Viareggio 5, Pietrasanta, Lido, Capezzano 1 - senza contare i gruppi di altre realtà italiane che si appoggiano alle realtà versiliesi e da queste vengono ospitate.

Ma prima della partenza ufficiale per essere il 6 agosto al grande raduno di san Rossore - che in questi mesi preparatori ha suscitato anche qualche polemica da parte degli ambientalisti che temono un'invasione pacifica ma deleteria per il territorio - i gruppi versiliesi partiranno per le rispettive "route" mobili (la strada) che li vedranno impegnati alla scoperta di altre realtà.

Ad esempio il Viareggio 3 ospiterà i clan di Vicenza 1 e Locorotondo e insieme percorreranno la "strada" verso Sant'Anna di Stazzema passando per San Rocchino, Campo all'Orzo, Candalla; in tutto saranno una sessantina di ragazzi che il 6 si uniranno ai 30 mila attesi a san Rossore.

Stesso copione per il Viareggio 5, che offrirà la sua ospitalità al clan di Canale (Cuneo), Mel (Belluno) e Aversa (Caserta) e a partire da oggi fino al 5 si muoverà sui sentieri delle Apuane riscoprendo la bellezza della natura e la gioia data nel raggiungere la cima condividendo con altri compagni di viaggio questa emozione.

Il clan ribattezzato Namaste, che fa capo al gruppo di Pietrasanta, partirà invece alla volta della Majella e qui continuerà a riflettere sul tema del coraggio nella sfaccettatura de "il coraggio di essere cittadini" e in particolare sull'informazione, ovvero l'importanza di informarsi, di informare e dei cambiamenti che stanno avvenendo in questo settore basta guardare come si diffonde l'informazione tra i ragazzi, soprattutto sul fronte virtuale. Un lavoro che andrà oltre San Rossore e su cui il clan di Pietrasanta imbastirà l'impegno e il lavoro dei prossimi anni.

"Il coraggio di essere cittadini" è anche il tema scelto dal clan di Lido di Camaiore - che farà la sua route mobile nelle Langhe, ospiti degli scout locali - che ha preso in carico la Pinetina di via Trieste, occupandosi della pulizia e del mantenimento durante il periodo invernale e programmandovi iniziative per coinvolgere la cittadinanza in estate.

Capezzano 1 invece ha puntato la sua scommessa su "Il coraggio di amare" concentrando la sua attenzione sull'uso e abuso di alcool da parte dei giovani in Versilia. Come lo ha fatto? Seguendo il metodo scout che si fonda su tre verbi: osservare, dedurre e agire. Si sono divisi in due gruppi e hanno formulato dei questionari: uno diretto ai giovani e uno ai gestori di pub e locali notturni, dopo ne hanno analizzato i dati e hanno organizzato due incontri con due specialisti del settore per concludere il percorso trascorrendo alcuni giorni ospiti della comunità di recupero "Brugiana". Un lavoro che continua e continuerà anche e soprattutto dopo l'esperienza di San Rossore con la collaborazione con l'associazione "Non la bevo" e che sarà ampliato a tutte le fasce di ragazzi del Capezzano 1.

Impegno pragmatico e non solo teorico anche per il clan del Viareggio 3 che orbita intorno alla parrocchia di Don Bosco al Marco Polo che da tempo si è messo in gioco attuando la carta del coraggio nella direzione degli "ultimi": così le rover e le scolte del Viareggio 3 tutti i sabati si ritrovano verso le 19 e distribuiscono i pasti caldi a coloro che, spinti dal bisogno, bussano sempre più frequentemente alla parrocchia di don Antonio Tigli .

(hanno collaborato

Elena Lombardi

e Anastasia Cardinale)

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