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Vendere i beni pubblici: ricetta di Marcucci e Lunardini

Vendere i beni pubblici: ricetta di Marcucci e Lunardini

VIAREGGIO. È necessario «che le previsioni di entrata e spesa corrente previste mediante utilizzo di risorse straordinarie derivanti dalle alienazioni di beni immobili, pur complessivamente...

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VIAREGGIO. È necessario «che le previsioni di entrata e spesa corrente previste mediante utilizzo di risorse straordinarie derivanti dalle alienazioni di beni immobili, pur complessivamente attendibili e congrue, avvengano entro l’anno in corso, anche per il mantenimento degli obiettivi di patto di stabilità interno». Era l’aprile 2007, governava la città l’amministrazione del sindaco Marco Marcucci (centrosinistra senza Rifondazione) e così scrivevano gli allora revisori dei conti in occasione dell’approvazione del bilancio. Il sistema, insomma, iniziava a scricchiolare e sarebbe bastato solo trovare parole più forti per lanciare un allarme da ascoltare.

Un anno dopo, nel febbraio 2008, Marcucci era in chiusura di mandato: « Abbiamo un bilancio sostanzialmente in equilibrio - dichiarava al consiglio comunale - e il Comune di Viareggio è nelle condizioni di fronteggiare il proprio debito abbastanza tranquillamente con la politica finanziaria che sta facendo». Al centro dell’equilibrio raggiunto, Marcucci metteva proprio la politica delle alienazioni che oggi il Mef contesta per i cinque anni 2009/2013 sui quali ha incentrato la propria ispezione: «Avremo venduto la sabbia che c’è sotto le costruzioni della Passeggiata e spazi inutilizzati nel porto, ma il risultato è tangibile nelle politiche sociali e culturali che abbiamo potuto così realizzare. Si pensi agli appartamenti acquistati per l’emergenza casa e ai costi ridotti per far fronte alle necessità abitative grazie ai proventi della vendita dei diritti di superficie della Passeggiata, o al teatro della lirica e alla Galleria d’arte moderna».

Passa ancora un anno e siamo nel febbraio 2009: il sindaco Luca Lunardini (centrodestra) governa da quasi un anno ed è al suo primo passaggio in aula sul bilancio. L’azione della sua amministrazione - spiega - punta «ad alienazione e project financing».

A fine giugno 2011 sarà Francesa Pardini, assessore al bilancio, a tirare il freno a mano: «La spesa dell’Ente è stata spasmodicamente aumentata fino al punto di essere largamente superiore alle capacità ordinarie di entrata e per sostenere questa spesa nel tempo sono stati presi contemporaneamente due provvedimenti: manovre che in qualche modo aumentassero le entrate a discapito delle tasche dei cittadini e la previsione obbligata di coprire una sostanziosa parte della spesa con le alienazioni. Ma le alienazioni sono operazioni aleatorie». (d.f.)

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