Il Tirreno

Versilia

Ombrelloni pignorati, soluzione più vicina

Ombrelloni pignorati, soluzione più vicina

Il legale del bagno Boma: «Faremo un pagamento parziale e le attrezzature rimarranno in spiaggia»

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. «Abbiamo già previsto una serie di azioni per evitare che il materiale pignorato sia prelevato dalla spiaggia. Ma se fosse stato usato il buon senso non saremmo arrivati a un atto tanto eclatante, e più che altro simbolico, in piena estate». A parlare è l’avvocato Massimiliano Micheli, legale della famiglia Cesarali, proprietaria del bagno Boma, dove lunedì è avvenuto il “blitz” di avvocati del creditore (una ditta viareggina), ufficiale giudiziario e addetti dell’Istituto vendite giudiziarie, decisi a pignorare ombrelloni e sdraio, salvo poi trovare un accordo: le attrezzature sono rimaste al loro posto, con l’impegno dei proprietari di adempiere almeno parzialmente agli obblighi entro pochi giorni.

Sulla vicenda che coinvolge la famiglia Cesarali e la ditta viareggina (che al Boma circa 10 anni fa ha realizzato una cantina-deposito), alla quale il giudice ha dato ragione in seguito al mancato pagamento dei lavori (per circa 50-60 mila euro), interviene ora il legale che difende i proprietari del bagno fortemarmino. «Il contenzioso - spiega Micheli - è ancora in corso. La sentenza di primo grado è arrivata a maggio: noi abbiamo fatto appello, con l’udienza fissata al giugno 2015, e presentato un’istanza per sospendere l’esecutività del provvedimento, il cui esito si saprà il 17 ottobre. Vero - ammette - la ditta ha in mano una sentenza a proprio favore, ma con sospensiva e appello avrebbe potuto aspettare, perché il verdetto potrebbe essere ribaltato. Il pignoramento, peraltro, ha un valore modesto di 3500 euro, e rischia di causare un eccessivo danneggiamento dei miei clienti nel bel mezzo della stagione».

L’avvocato afferma comunque che sarebbero già pronti gli assegni, cosa che escluderebbe l’effettiva presa in carico delle attrezzature dalla spiaggia. Ma su questo aspetto i legali del creditore predicano calma: «Ci aggiorneremo nei prossimi giorni - ripetono - per verificare l’adempimento degli obblighi. Solo allora sapremo se gli ombrelloni e le sdraio resteranno in spiaggia».

L’ultimo commento è di Morena e Lara Cesarali, moglie e figlia del titolare del Boma: «Se ci siamo ritrovati in questo contenzioso non è per una nostra mancanza, quanto piuttosto per quella della ditta che ha effettuato i lavori: ci hanno lasciato con una cantina-deposito inutilizzabile, con crepe, infiltrazioni d’acqua e muffa». (g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini