Il Tirreno

Versilia

Le alienazioni? Come il gioco delle tre carte

di Donatella Francesconi
Le alienazioni? Come il gioco delle tre carte

In teoria, in cinque anni, avrebbero dovuto portare 55 milioni In realtà sono entrati solo 5 milioni: così l’ispettore del ministero

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VIAREGGIO. «Il Comune di Viareggio presenta una situazione tale da destare serissime preoccupazioni circa la sostenibilità del suo bilancio anche nel breve periodo». Pagina 33 della relazione dell’ispettore del ministero dell’economia (Mef), Luciano Cimbolini. Insomma, sull’approvazione del bilancio consuntivo 2013 da 53 milioni di disavanzo e su quella del preventivo 2014 che non si riesce neppure ad immaginare, grava questo macigno.

Resa nota l’analisi impietosa, non dei conti, ma del sistema che vi sottostava, la domanda è duplice: possibile che nessuno sapesse/vedesse e possibile che la valanga non abbia incontrato sul proprio cammini neppure il minimo ostacolo. Né politico, né amministrativo e tantomeno giudiziario.

L’immagine che ne deriva, dalla mole di pagine dell’ispettore del ministero, è quello di una città che credeva di dormire nella bambagia ed in vece si sveglia su un letto si chiodi. Una città che ha coltivato un libro dei sogni, chiamato alienazioni, e si è ritrovata in un incubo. Come sia stato possibile lo racconta ancora l’ispettore del Mef: il ricorso continuo ad alienazioni (vendite di beni pubblici) che non si sono mai realizzate ha prodotto «degli squilibri di bilancio assolutamente strutturali che hanno concorso al formarsi di pesanti disavanzi di amministrazione che poi si sono palesati in sede di rendiconto». Per dirlo in cifre, «l’ammontare dei disavanzi di amministrazione teoricamente finanziati con operazioni straordinarie ammonta a poco più di 17 milioni di euro». Entrate mai diventate realtà che sono state - scrive ancora l’ispettore Cimbolini - «sono state l’architrave per fornire un seppure precario equilibrio ai bilanci di previsione». Così che «fino al 2011 il bilancio sostanzialmente si è retto su previsioni di entrata assolutamente straordinarie e connotate da un altro grado ai aleatorietà». Con la conseguenza «del formarsi di ulteriori disavanzi».

L’ispezione ha fatto i conti e li ha portati alla luce: nel quinquennio preso in esame (2009/2013) «le previsioni di entrata concernenti le alienazioni di aree e di altri beni patrimoniali e le concessioni dei diritti di superficie ammontano a circa 55,2 milioni di euro. E gli incassi a 5,5 milioni». Un segno meno su operazioni che si ereditavano di bilancio in bilancio con disavanzi che non sono stati chiusi «né in modo sostanzialmente conforme alla legge, Nè tantomeno in modo finanziariamente sostenibile».

La conclusione sull’analisi entrate/uscite del Comune di Viareggio è agghiacciante: «Dalle dinamiche descritte, vale a dire previsioni di entrata a copertura di disavanzi e di spese correnti chiaramente sovrastimate, accertamenti di gran lunga inferiori a quanto previsto e riscossioni praticamente insignificanti rispetto alle previsioni stesse, risulta facile intuire la possibile criticità in cui può venire a trovarsi la situazione di cassa in un contesto simile».

Cassa che oggi l’amministrazione in carica tenta di rimpinguare con la pioggia di bollettini Tari da pagare nel giro di due mesi.

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