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Sigilli al cantiere navale Del Carlo «Rifiuti tossici smaltiti in mare»
Trovate alte concentrazioni di metalli pesanti nei fondali del porto: scatta il sequestro L’accusa è di aver gettato in acqua i resti dei lavori di sverniciatura e pitturazione fatti sulle barche
VIAREGGIO. Scattati i sigilli al cantiere navale Del Carlo. A metterli la Capitaneria di porto su decisione del tribunale di Lucca: l’accusa mossa dalla Procura della Repubblica a carico del cantiere è di aver sversato in mare rifiuti tossici frutto delle lavorazioni sulle imbarcazioni.
«I militari della Guardia costiera - si legge in una nota della Capitaneria - hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lucca, Riccardo Nerucci, a seguito della richiesta del pubblico ministero Lucia Rugani. Il magistrato, infatti, ha coordinato l’attività d’indagine degli uomini della Capitaneria che, da qualche mese, avevano messo sotto la lente d’ingrandimento alcune attività di lavorazione fatte dal cantiere».
I militari - secondo quanto riportato dal comunicato della Capitaneria - avrebbero, infatti, verificato che alcuni lavori non venivano eseguiti nel rispetto di tutte le norme ambientali.
«In particolare è stato dimostrato dalla puntuale attività d’indagine - prosegue la nota - il massiccio, prolungato ed illecito rilascio in mare, senza alcuna precauzione, di sostanze qualificabili come rifiuti pericolosi e derivanti dalle attività di lavaggio, sverniciatura e pitturazione svolte su unità affidate al cantiere. Da qui anche la richiesta all’Arpat di eseguire approfondite analisi, al fine di verificare quali sostanze fossero presenti in acqua e nei fondali prospicienti al cantiere. E le analisi hanno rivelato che i valori di alcune sostanze erano superiori ai limiti consentiti».
In particolare nei sedimenti marini sarebbero state trovate alte concentrazioni di rame, zinco, piombo, stagno, arsenico e mercurio. «Per questi motivi sono stati apposti, dagli uomini del Comandante Marco Alberto Iacono, i sigilli al cantiere, circa 2000 metri quadrati di area, su ordine del Tribunale, allo scopo di interrompere l’abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi in mare».
Le due barche che erano ai lavori al momento del sequestro sono state messe in acqua.
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