Il Tirreno

Versilia

Il sindaco: «Svolta epocale» Appello al voto sul bilancio

di Donatella Francesconi ; di Donatella Francesconi
Il sindaco: «Svolta epocale» Appello al voto sul bilancio

Relazione inviata alla Procura generale della Corte dei Conti per la verifica dei possibili danni erariali. Ora si apre la partita con i sindacati

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VIAREGGIO. Qualcuno sapeva? È domanda fondamentale da porsi di fronte alla relazione dell’ispettore del ministero dell’economia sugli ultimi cinque anni di governo della città. «Se non l’hanno rilevato forse non lo sapevano», risponde il sindaco Leonardo Betti, affiancato dall’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli e dal ragioniere capo del Comune, Salvatore Santoro: «Oppure qualcuno ha omesso di dire come stavano davvero le cose. Ma non sono io a dover sentenziare. Ci sarà chi farà le indagini, chi verificherà, chi controllerà tutto l’operato di queste amministrazione, di questi dirigenti, di chi ha fatto questo». Poi il sindaco aggiunge quando da lunedì sera è andato più volte ripetendo, prima di tutto a se stesso: «Siamo di fronte ad una svolta epocale».

Svolta in mezzo alla quale naviga l’amministrazione Betti, in sella da un anno. Ed il mare indica tempesta fissa. Perché Betti, Bertoli e Santoro sempre più sembrano fare squadra a sé, imbarcati su un bastimento a bordo del quale c’è chi ancora grida “cameriere, champagne!” mentre ormai ha l’acqua alla gola.

La partenza è ormai definita: dai vincoli della relazione del Mef non si sfugge. E bene ha fatto il ragioniere capo a bloccare la spesa, e bene hanno fatto Betti e Bertoli a non mollare su questo punto. Anche perché la lettera di accompagnamento - inviata anche alla Procura generale della Corte dei Conti regionale per la valutazione dell’eventuale danno erariale, non lascia margini di dubbio sul da farsi: «Si affida all’iniziativa di codesto Ente - scrive il ragioniere capo dello Stato - l’adozione dei provvedimenti idonei all’eliminazione delle criticità rilevate nella relazione».

E non basta (anche se non è poco) farsi forza con il consuntivo che ha messo in luce quasi tutto o con il Piano di risanamento da far votare al consiglio comunale possibilmente con la mano alzata di maggioranza e minoranza, come torna a dire Betti nell’appello chiede «collaborazione nei confronti dell'amministrazione, perché è una questione che va risolta tutti insieme per non affondare. Lo chiedo anche alla Prefettura...». Quello che occorrer lo dicono perfettamente le parole di Stefano Genick, consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione bilancio: «È intendimento chiaro che sia modificato l'andazzo». Quello relativo alle troppe voci di salario accessorio che non avrebbero dovuto essere nelle busta paga dei dipendenti comunali, come si legge nella relazione del ministero, ma anche quello che fa scrivere all’ispettore che «per gli anni 2009, 2001 e 2011i disavanzi e i deficit correnti risultano finanziati solo contabilmente ma non sostanzialmente». Come dire che, per il denaro bisogna rivolgersi alla scatola del Monopoli...

Un puzzle “noir” fatto di un milione di pezzi, ma con una costante che l’assessore Bertoli così riassume: «La totale mancanza di liquidità. Da qui l'anticipazione costante di cassa, spesso non restituita a fine anno. Ma se non si ha denaro e si vuole spendere qual è la strada più breve? Farsi prestare del denaro. Ed il Comune di Viareggio, negli ultimi cinque anni, l’ha fatto spesso. Con quali strumenti? I mutui. Con i quali coprire non gli investimenti ma le spese correnti. Per esempio il contratto di servizio con la Viareggio Patrimonio, nel 2008, pari a 5 milioni di euro.

E non andava certo meglio quando il mutuo veniva richiesto per qualcosa di più concreto che non i semplici soldi: «Sovente gli interventi finanziati debito - scrive l’ispettore del ministero - in realtà, non erano neanche immediatamente individuabili al momento della deliberazione dei lavori e della connessa autorizzazione alla contrazione del finanziamento. Essendo oggetto di appalti aperti che demandavano a una fase successiva la concreta individuazione dell'intervento manutentivo. Sovente, gli atti, comprese le relazioni tecniche di accompagnamento, sono risultate assolutamente generiche e carenti dei contenuti necessari ad una corretta descrizione dell'opera ed ad un suo corretto inquadramento». Per la serie chi li ha chiesti, ma anche chi glieli ha concessi...

Spesso, però, i finanziamenti servivano alla galassia delle società partecipate. Erogazioni - è ancora la relazione del Mef - «concesse ai soggetti partecipati e finanziate facendo ricorso al debito, che hanno rappresentato un semplice ripiano delle perdite occulte o la copertura di contratti di servizio e non il finanziamento di progetti di potenziamento e sviluppo». Quale sia stato il risultato lo riassume ancora Bertoli: «Linee di credito aperte al massimo scoperto in tutte le società partecipate». E nonostante questo la Viareggio Patrimonio «chiude con una perdita di 14 milioni di euro. Se fossimo già nel 2015 andrebbe assorbito dal debito del Comune».

Questi saranno i giorni degli incontri sindacali. Quelli per verificare se vi sia margine per mantenere i 500mila euro sulle esenzioni sulla tassa dei rifiuti. A fronte di un contratto di servizio ai cui tagli l’assessore Giannerini ha dato una stretta, con un meno 3,8% che non farà scendere l’importo sotto i 20 milioni.

Incontri sindacali, però, anche sulla contrattazione interna al Comune. E su questo tavolo non si può prescindere dalla mole di irregolarità ed illeciti che sarebbero stati commessi come da lettura della relazione del Mef. Tanto attesa quanto già in fase di demolizione: «Non è la Bibbia...», si ripeteva ieri in Municipio alzando le spalle. Ma Salvatore Santoro è stato chiaro, nel farsi largo tra le dichiarazione della politica: «Sul personale - ha detto - abbiamo obblighi precisi. Negli altri enti che hanno avuto provvedimenti analoghi sono è stata richiesta la restituzione delle somme».

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