Il Tirreno

Versilia

Il collega: «Era cosciente, urlava dal dolore»

Sotto choc gli amici della Te.Ca.Ci a Livorno: «È stata una fatalità, Isidoro è un lavoratore esperto»

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PIETRASANTA. «Era cosciente mentre le fiamme lo avvolgevano, e gridava per il dolore. È stato terribile».

È sotto choc Valerian Cosneanu, l’operaio moldavo che si è trovato accanto a Isidoro Grimaldi dopo il terribile infortunio di ieri mattina nel cantiere a Pietrasanta. Dopo aver soccorso il collega, l’operaio è tornato a Livorno per parlare con il titolare della Te.Ca.Ci Srl, Alessandro Citi. E con lui s’è sfogato, raccontandogli la terribile esperienza vissuta poco prima. «Era sconvolto, stanco e con quell’immagine ancora negli occhi», dice Citi. «Isidoro era chino sulla cisterna quando all’improvviso c’è stata quella terribile fiammata che lo ha travolto in pieno - ha raccontato Cosneanu - Lui urlava, soffriva molto. Io mi sono avvicinato, ho spento il fuoco e poi gli ho tolto i vestiti. Nel frattempo, è partito l’allarme al 118. E poco dopo sono arrivati i soccorritori».

Intanto a Livorno, dove ha sede la Te.Ca.Ci, i colleghi descrivono Grimaldi come un lavoratore esperto, impeccabile, appassionato e professionale nella sua specialità, quella di tubista. «È stata una fatalità: è la prima volta in 40 anni che ci capita un infortunio di questa gravità», dice scuotendo la testa Alessandro Citi, uno dei soci titolari dell’azienda. C’è un’aria di grande preoccupazione, ma anche di speranza per la salute del 47enne. «Ci hanno detto che è grave ma noi speriamo tanto che non rischi la vita», afferma Citi con lo sguardo angosciato.

Nato a Catania nel gennaio di 47 anni fa, Isidoro abita in città da una vita: risiede con la moglie Fulvia Bardi e con il figlioletto di 7 anni nel quartiere di San Marco. Padre di tre figli - insieme al piccino ci sono altri due maschi grandi, di 19 e 23 anni - Grimaldi si è ambientato benissimo a Livorno, pur non avendo mai perso le radici siciliane.

Ieri mattina Grimaldi, insieme a Cosneanu, stava costruendo i tubi da applicare alle cisterne della vecchia pompa di benzina, in fase di restauro. «Nel momento in cui è avvenuto l’incidente - rivela Citi - le cisterne erano già state svuotate dal carburante residuo e riempite di acqua. Ma essendo vecchie e già usate, è possibile che vi sia rimasto qualche vapore. Isidoro stava lavorando con la strumentazione particolare specializzata, quando c’è stata una scintilla, e lui è stato investito da una grossa fiammata. Il collega è subito intervenuto per aiutarlo mentre arrivava l’ambulanza. Ora siamo tutti sotto choc».

Lara Loreti

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