Il Tirreno

Versilia

«Chi ha visto qualcosa parli»

«Chi ha visto qualcosa parli»

I familiari della ragazza morta lanciano un appello: «Vogliamo sapere cosa è successo»

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VIAREGGIO. Quando ti muore una figlia di 15 anni è difficile fare qualcosa. Qualunque cosa. Anche aprire bocca e parlare. Ma i genitori di Aurora Francesconi, la ragazza deceduta lunedì mattina in seguito all’incidente avvenuto in via Giovanni XXIII, non si sono chiusi nel silenzio. Quella poco energia che gli è rimasta l’hanno usata per ringraziare parenti, amici e staff sanitario del sostegno ricevuto. Non solo. Hanno voluto mandare anche un altro messaggio. Forte e chiaro: «Chi ha visto qualcosa si faccia avanti». Un appello fatto con la forza della disperazione, un ultimo atto di giustizia nei confronti della figlia. «Lanciamo un appello – dice il padre Gianmarco alla camera ardente – affinché chi ha visto qualcosa, si presenti alla polizia municipale. Servirà a poco, ma almeno sapremo cosa è davvero accaduto lunedì mattina».

Un ringraziamento particolare lo rivolgono anche al personale dell'ospedale di Pisa, dove Aurora è stata trasportata con l’elisoccorso a causa delle gravità delle ferite. «Nel poco tempo che abbiamo trascorso là ci sono stati vicini – prosegue Gianmarco – facendoci sentire il loro calore. Per questo li ringraziamo. Così come diciamo grazie a tutti coloro che ci stanno dimostrando grande affetto in questa tragedia».

L’appello di Gianmarco è lo stesso che il cugino Nicola aveva lanciato qualche ora prima su Facebook. Anche se la rabbia lo aveva indotto a una falsa partenza: «Lei era la mia cuginetta – scrive riferendosi alla foto di Aurora postata sul suo profilo – Dico era perché oggi è deceduta dopo un incidente stradale. Chiedo a chiunque sappia qualcosa di contattarmi al mio numero di cellulare (riportato sul post, ndr) per capire e arrivare alla verità». Il messaggio era arricchito da commenti piuttosto forti nei confronti dei presunti responsabili dell’incidente, i due anziani di San Casciano. Commenti per cui più tardi Nicola si è scusato con un altro post: «Ho esagerato nell'offendere – scrive – Purtroppo ho sbagliato in un momento d'impeto, a caldo. Chiedo scusa a chi si è sentito offeso, purtroppo sono un tipo istintivo. Il messaggio comunque è sempre lo stesso: chi ha visto qualcosa mi contatti o vada a fare denuncia dai vigili urbani».

Abbiamo chiamato Nicola per sapere se qualcuno si fosse fatto avanti: «Per il momento – racconta – mi ha scritto solo un ragazzo che stava correndo sull’altro lato della strada quando è successo il fatto. Ma anche lui, come gli altri, non ha saputo dare indicazioni utili. Ha visto Aurora già a terra. Voci? Ce ne sono tante e sono discordanti: alcuni parlano della Lancia Y, altri di una Mercedes. Al momento non c’è uno che abbia visto realmente cosa sia accaduto». Nei confronti degli anziani fiorentini, che da alcuni testimoni erano stati individuati come responsabili, Nicola usa parole assai caute: «Io non ce l’ho con nessuno – racconta – Vogliamo solo sapere cosa è successo. La verità non ci ridarà Aurora, ma almeno sapremo la dinamica e avremo certezza che non c’è un responsabile in giro». La rabbia è sfumata, è il momento della ragione. E della richiesta di verità.

La stessa richiesta che da anni porta avanti Antonio Ameruso, padre di Paolo, il giovane cecinese che da tre anni, in seguito a un brutto incidente, è costretto in carrozzina. «Una preghiera e un abbraccio alla famiglia – scrive tra i commenti dedicati ad Aurora – non posso capire il dolore perché bisogna passarci. Io lo sto vivendo sulla mia pelle: mio figlio, ora 19enne, a 17 anni è stato scaraventato su un albero e da allora combattiamo. Ma ci accompagna la Speranza».

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