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Ombrelloni, sdraio e lettini pignorati in un bagno a Forte

Ombrelloni, sdraio e lettini pignorati in un bagno a Forte

Allo stabilimento Boma arrivano i legali del creditore (una ditta viareggina) e l’ufficiale giudiziario In extremis la decisione di non portar via le attrezzature concedendo ulteriore tempo ai proprietari

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FORTE DEI MARMI. Si sono presentati all’ingresso dello stabilimento poco prima delle 10, con tanto di furgone sul quale caricare sdraio e ombrelloni, con i clienti che da lì a poco avrebbero rischiato di trovare la spiaggia sgombra dalle strutture. Sì, perché quello di ieri mattina al bagno Boma di Forte dei Marmi era un pignoramento in piena regola, nel bel mezzo della stagione estiva, che è stato evitato materialmente (seppur ufficializzato) solo in extremis, grazie al buon senso e alla promessa dei proprietari della struttura di saldare il debito sul quale ruota l’intera vicenda giudiziaria, cominciata oltre 10 anni fa con i lavori effettuati da una ditta di Viareggio che attende ancora di essere pagata.

La lunga mattina al bagno Boma comincia con l’arrivo dei legali che rappresentano il creditore, gli avvocati Alfonso Maini e Nicola Moriconi. Con loro ci sono anche l’ufficiale giudiziario (la dottoressa Basile) e i due addetti dell’Istituto vendite giudiziarie, giunti direttamente da Lucca con il camion. Il gruppo entra nello stabilimento ed espone ai proprietari l’atto di pignoramento, che riguarda tavoli, sedie, persino i frigoriferi all’interno del bar-ristorante, e i 32 ombrelloni con relative sdraio (circa una settantina). Come spiegato in seguito dagli avvocati, comincia una lunga trattativa: da una parte i legali e l’ufficiale giudiziario, decisi a portare a termine il pignoramento; dall’altra i gestori dello stabilimento. Per loro un’azione simile porterebbe enormi problemi per il continuo della stagione. Il dover fare a meno degli arredi, proprio nel momento clou dell’estate, sarebbe una mazzata per l’attività.

Il clima di tensione culmina con l’arrivo di un’ambulanza della Croce Verde, pare per un lieve malore accusato da una signora vicina alla proprietà (per fortuna niente di grave). Dopo quasi due ore, si arriva a un compromesso: il pignoramento è ufficiale, ma gli addetti si limitano a un “inventario” del materiale, che non viene preso in carico. Gli ombrelloni e le sdraio restano a disposizione dei clienti, a patto che i proprietari adempiano agli obblighi nei prossimi giorni.

Come sottolineato dagli avvocati Maini e Moriconi, il contenzioso alla base del pignoramento risale a oltre 10 anni fa. A quando cioè una ditta di Viareggio si occupò dei lavori di ristrutturazione del bagno Boma. Stando a quanto trapela dallo studio legale, si parla di una cifra non riscossa dal creditore intorno ai 60 mila euro. Nel corso degli anni la vicenda è finita nelle aule del tribunale di Lucca, dove un giudice ha dato ragione alla ditta che ha effettuato i lavori. A nulla sono valse le richieste di pagamento, così si è arrivati al pignoramento. Resta da vedere se nei prossimi giorni i proprietari (che ieri non hanno voluto lasciare dichiarazioni) riusciranno a mettersi in regola, altrimenti sdraio e ombrelloni verranno prelevati dalla spiaggia, senza ulteriori rinvii.(g.c.)

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