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Versilia

L’accusa del ministero al Comune: progetti pagati e mai realizzati

L’accusa del ministero al Comune: progetti pagati e mai realizzati

Il caso del Piano nazionale delle città per riqualificare Passeggiata e mercato di piazza Cavour. A dirigenti e personale è stata pagata la progettazione ma la Commissione che doveva approvare la richiesta di Viareggio l’ha invece rifiutata. L’ispettore: «Incentivo non dovuto»

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VIAREGGIO. Punta il dito sul pagamento di alcune progettazione, da parte di dirigenti ed uffici comunali, la relazione del ministero dell’economia (Mef) che ha preso in esame conti e “abitudini” del Comune di Viareggio, negli ultimi cinque anni. Indennità attribuite al personale fuori dal contratto di riferimento, servizi per conto terzi assicurati a pagamento alla galassia delle società partecipate che altro non sono che il Comune stesso, i bilanci 2009, 2010 e 2011 dei quali l’ispettore del ministero scrive: «Disavanzi e deficit correnti risultano finanziati solo contabilmente ma non sostanzialmente». Ovvero, sulla carta i soldi ci sono ma nella realtà valgono come quelli del Monopoli.

Tra gli esempi di malagestione ricostruiti, la storia del “Piano nazionale delle città”, dedicato alla riqualificazione delle aree urbane con finanziamenti a questo dedicati ai quali il Comune di Viareggio si è candidato con un progetto da 18,571.000. Comprensivo di riqualificazione della Passeggiata, di piazza Mazzini, piazza Puccini, mercato di piazza Cavour. Era l’ottobre 2012 e l’amministrazione del commissario prefettizio Domenico Mannino, subentrato all’amministrazione di centrodestra del sindaco Luca Lunardini, approvava la partecipazione, la progettazione ed il relativo pagamento per questa al dirigente del Comune (lavori pubblici) e al personale del suo ufficio. Il 27 novembre 2012 vengono liquidati 48.553,36 euro ai dirigenti e 36.491.75 ai dipendenti del comparto. Nel 2013 - continua la relazione - « il progetto è stato scartato dalla Commissione e non ammesso a nessun finanziamento. In questo caso l'incentivo risulterebbe non dovuto, non risultando i lavori progettati finanziali né tanto meno messi a bando».

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