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Versilia

Villa Argentina sarà inaugurata il 2 novembre con una mostra

Villa Argentina sarà inaugurata il 2 novembre con una mostra

VIAREGGIO. Dopo tanto tempo si torna a varcare la soglia di Villa Argentina, gioiello liberty, riportato a nuova vita con un restauro che troppe vicissitudini ha avuto. Lo si fa - ironia della sorte...

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VIAREGGIO. Dopo tanto tempo si torna a varcare la soglia di Villa Argentina, gioiello liberty, riportato a nuova vita con un restauro che troppe vicissitudini ha avuto. Lo si fa - ironia della sorte - in una città da 53 milioni di disavanzo (partecipate escluse) in bilico sul burrone del dissesto. «Questa villa - ha voluto sottolineare Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura della Camera - è oggi una grande opportunità di rilancio e rinascita». All’amministrazione che questa situazione dovrà gestire, l’immobile passerà nel marzo del prossimo anno. Come ha annunciato il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, orgoglioso della “creatura” che sta per venire al mondo. Al suo fianco il presidente del consiglio provinciale, Andrea Palestini, che negli ultimi mesi ha seguito passo passo il cantiere e i relativi interventi.

La villa restaurata - della quale il “Tirreno” qualche mese fa ha mostrato l’anteprima - sarà aperta ufficialmente al pubblico il 2 novembre. Quando la struttura accoglierà la mostra “Viareggio-Parigi-il Carso, pittura e fotografia della Grande Guerra in Lorenzo Viani e Guido Zeppini” curata da Enrico Dei e che avrà il patrocinio del Senato. «Da quel momento in poi - ha annunciato il presidente della Provincia - il mio desiderio è che la Villa sia aperta alla città, alle scolaresche e torni, dunque fruibile a pieno». Risanando così la “ferita” che i tempi lunghissimi del recupero hanno prodotto nei tanti che amano Villa Argentina. Come simbolo della città, ma anche dei suoi abitanti, in un certo senso. Come racconta l’architetto Glauco Borrella per la Soprintendenza: «Le case costruite dai viareggini per chi arrivava da fuori, per i turisti, hanno la caratteristica per cui tutto ciò che si vede è di pregio...ma quello che non è bene in evidenza lascia molto a desiderare». Insomma - continua Borrella - «case ricche ma non solide». Così, quando l’intervento di recupero è arrivato al tetto «abbiamo scoperto che la struttura era tutta realizzata con materiale di recupero dalle demolizioni delle barche...».

Di «grande emozione» ha parlato la senatrice Manuela Granaiola, mentre il sindaco Leonardo Betti ha voluto «ringraziare ogni singolo operaio che a realizzare l’intervento ha lavorato». L’ultimo sprint verso il recupero è stato affidato alla Cmsa di Montecatini e al Centro restauro “Piacenti” di Prato. (d.f.)

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