Il Tirreno

Versilia

Stangata sulle rette degli asili

di Donatella Francesconi
Stangata sulle rette degli asili

Per le famiglie rincari in arrivo fino al 30 per cento. E spunta anche una tassa di iscrizione

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VIAREGGIO. Dagli attuali 313 euro ai prossimi 399 per chi ha uno o più figli all’asilo nido e si trova nella condizione di un reddito “alto”, ovvero sopra i 30-35mila euro di Isee. Le tariffe degli asili nido aumentano, «dopo essere state ferme per dieci anni», come spiega l’assessore Glauco Dal Pino. Perché se una certezza c’è nel Piano di risanamento che il Comune deve avviare è che i primi a farne le spese saranno i cittadini. Che attendono di vedere se alle mani nelle loro tasche corrisponderanno altrettanti tagli al grande circo delle società partecipate. «La situazione è difficilissima - dichiara Dal Pino senza tanti giri di parole -: e dobbiamo correre ai ripari per non far crollare l’intera struttura. Anche per questo ci siamo già visti con i sindacati...per far vivere il servizio bisogna ritoccare le rette». Ogni bambino che frequenta l’asilo nido costa al Comune di Viareggio 960 euro. La retta pagata dai genitori deve arrivare a coprire il 30% del costo del servizio. Cosa che a Viareggio - questa l’analisi dell’amministrazione - non accade.

Alla domanda sul dettaglio degli aumenti, l’assessore (che non si tira indietro di fronte al cronista che gli chiede di avventurarsi su un campo minato) - sostenuto da Roberta Baldini, funzionaria comunale “anima” del servizio Zero-tre anni - risponde: «Si va da un più 15% ad un più 30% nelle fasce più alte».

Quasi 500 (477) i posti nelle strutture della città per i piccoli nella fascia pre scuola dell’infanzia, dei quali 410 nei nidi veri e propri. Sono invece 129 i bambini in lista d’attesa, in un quadro complessivo che registra un caldo del 15% di iscrizioni anche per quest’anno. Per iscriversi al nido - altra “novità” - si pagherà da quest’anno in poi anche un tassa di 10 euro, come accade in molte realtà della Toscana. «Per i centri-gioco - continua Dal Pino - saranno previsti costi diversi, in linea con quanto è verificabile in tutta Italia».

Per stabilire quanto una famiglia dovrà pagare, non si farà più il conto sul sistema di Isee comunale, ma si passerà a quello nazionale. Che fissa la fascia di esenzione a 5.095 euro: «Esenzione che però estendiamo anche alla mensa e al trasporto scolastico», certamente non per i piccolini dei nidi d’infanzia.

L’intervento dell’amministrazione comunale tocca anche le famiglie con bambini disabili: «In positivo, però - sottolinea l’assessore Dal Pino -: perché aumentiamo la quota di esenzione per bus scolastici e mensa fino alla penultima fascia di reddito. Una scelta alla quale teniamo molto, sia io che Roberta Baldini».

Per venire incontro alle famiglie in lista d’attesa che dovranno optare - là dove possano sostenerne il costo - per un nido privato, ieri mattina all’ultimo tuffo è stata approvata la richiesta di finanziamento per i vaucher regionali che ha Viareggio fanno arrivare in genere tra i 50mila ed i 60mila euro.

Scuola dell’infanzia. Novità in vista per le famiglie che hanno i figli iscritti o in via di iscrizione alla materna “Aquilone” al Terminetto che il Comune ha chiesto di trasformare in scuola dell’infanzia statale. «Non abbiamo possibilità di sostituire le maestre che vanno in pensione - ammette Dal Pino - e dunque abbiamo avviato l’iter verso la statalizzazione con l’Ufficio scolastico regionale. Siamo in attesa dell’esito della domanda che abbiamo presentato per due sezioni, pensando - per il futuro - anche ad una terza...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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