Sicurezza
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Fanno discutere le sculture in piazza Duomo dell’artista giamaicano Nari Ward E alla vigilia dell’inaugurazione spunta un cartello: «E questa sarebbe arte?»
di Paolo Ciccarone
All’ultimo tuffo si è conquistato l’ultimo volante rimasto libero:. Vitantonio Liuzzi guiderà una delle due Hispania (Hrt), piccolo team dalla grande passione ma con pochi soldi, che ha confermato la presenza del pilota di Pescara al fianco dell'indiano Narain Karthikeyan. Per Liuzzi è un’occasione importante per non perdere il treno della Formula 1, anche se al volante di una monoposto di secondo livello.
Durante gli ultimi test di Barcellona, poco prima della partenza per Melbourne, Tonio ha convinto la squadra a puntare su di lui. Dice Kollin Colles, team manager: «Conosco Liuzzi da anni, anche perché ha corso con me in categorie minori, e so il suo valore. Volevamo un pilota di esperienza, che desse un aiuto alla squadra, facendola crescere e dando indicazioni per il futuro. Ora lo abbiamo».
Liuzzi non si è mai rassegnato a non essere al via della nuova stagione: «Dopo la separazione con la Force India mi ero riproposto di rimanere nel giro, sapevo di potercela fare e ho lavorato molto per farlo. So che la Hispania è un piccolo team, una trentina di persone, e che il lavoro non manca, ma il fatto di farla crescere, creare una specie di piramide in cui costruire un pezzo alla volta, mi stimola molto e mi rende consapevole delle cose da fare».
Dopo i primi test in Spagna, Liuzzi ha cominciato a lavorare sulla vettura: «Era completamente sbilanciata, ma a fine giornata siamo riusciti a trovare un buon compromesso anche se con la macchina vecchia mancava carico aerodinamico. Senza carico si è lenti e noi non abbiamo fatto eccezione». La nuova monoposto è stata progettata da Geoff Willis, ex Williams, McLaren e Honda, un tecnico che è una garanzia. «Sì, ma non avrà le risorse che avevano quelle squadre – continua Liuzzi - per cui dovrà arrangiarsi con molta fantasia, ma di sicuro è uno fra dei migliori tecnici della F1».
Gli obiettivi della stagione sono minimi, ma difficili da realizzare. «Entrare nei primi 10 team sarebbe un sogno, anche perché sono quelli che accedono ai punti e alla spartizione dei premi a fine anno, ma essere competitivi con Lotus e Virgin potrebbe essere il primo gradino raggiungibile e credo che ce la potremmo fare».
Ovvero, il suo obiettivo minimo è lottare con Jarno Trulli, l'altro abruzzese presente in F1. Sarà una battaglia fratricida, ma di questi tempi meglio essere presenti che guardare le corse dalla tribuna. Restano i dubbi economici: Liuzzi non è un pilota che porta soldi, ma da professionista prende uno stipendio. La Hrt è una squadra che ha bisogno di finanziamenti, dove li troverà? «Proveremo a dare una mano – dice Liuzzi – ci impegneremo perché si tratta di una avventura in comune, ma di sicuro io non porto soldi per correre, ed era l'altro obiettivo per restare in F1, correre senza pagare».
Insomma, due su tre si sono realizzati e la speranza è che presto si possano vedere i primi risultati anche se forse la Force India sarebbe stata l'opzione migliore se non si fosse messa di mezzo la Mercedes che ne ha fatto un junior team tutto tedesco.
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