Gioco
Trattativa al fotofinish: la Salov parlerà cinese
Secondo le ultime indiscrezioni mancherebbero solo i dettagli dell'accordo per l'acquisizione delle quote da parte del colosso di Shanghai "Bright Food"
MASSAROSA. I più ottimisti sulla trattativa dicono che siamo ormai alle battute finali. Mancherebbero solo alcuni accordi per il perfezionamento dei contratti, ma l'intesa sarebbe raggiunta ormai da tempo. Questione di settimane, forse addirittura di giorni, e poi la Salov, storica azienda olearia toscana che distribuisce i marchi Sagra e Berio, parlerà cinese.
Da tempo sul piatto c'è l'offerta arrivata da Shanghai del colosso Bright Food, che vanta un giro di affari di 7 miliardi di dollari e che avrebbe stimato il 100% della Salov in 130 milioni di euro. Dopo aver acquisito marchi in Inghilterra e in Australia, la società asiatica ha messo gli occhi sull'azienda guidata dalla famiglia lucchese Fontana, che a Montramito ha uno stabilimento dove lavorano circa 190 persone.
Ancora non si conoscono i dettagli di proposta e trattativa, che comunque non avrebbe incontrato alcun tipo di intoppo e passo dopo passo vedrebbe sempre più vicine le firme sul contratto. Restano da chiarire le tempistiche dell'acquisizione del capitale sociale Salov (potrebbe avvenire in diverse tappe) e soprattutto il ruolo della famiglia Fontana, a capo della società da quattro generazioni: terrà in mano la maggioranza, o solo la minoranza del business? Oppure ancora preferirà procedere a un disimpegno?
Domande che dovrebbero trovare una risposta nell'immediato futuro. Sta di fatto che l'operazione potrebbe aprire all'azienda toscana le porte del mercato cinese, rafforzando una esportazione che già oggi costituisce il 65% del fatturato della società.
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