Il Tirreno

Versilia

Madama Butterfly accende l’estate del Festival Puccini

Stasera nel Gran Teatro all’Aperto di Torre del Lago si celebra il 110O anniversario dell melodramma

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TORRE DEL LAGO. Fine settimana all’insegna del Festival Puccini, che inaugura la 60ª edizione, al Gran teatro all’aperto in riva al lago stasera con “Madama Butterfly” e domani con “La Bohème”, due titoli tra i più popolari di Giacomo Puccini. Apertura obbligatoria con Butterfly, perché compie 110 anni dall’esordio che avvenne alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904, con la storica Rosina Storchio, registrando uno degli insuccessi più clamorosi della storia del teatro dell’opera. Ma poco dopo, il 28 maggio, al teatro Grande di Brescia risorse, con l’acclamata ucraina Salomea Kruceniski, che l'anno successivo, 1905, si stabilì a Viareggio in una bella casa sul viale a mare.

Il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, si basa sul racconto di John Long del 1898 e sulla tragedia che nel 1900 lo stesso Long e David Belasco trassero da quel racconto, modificando il finale con il harakiri della protagonista. Puccini vide il dramma a Londra, dove si trovava per Tosca e ne rimase impressionato a tal punto da volerlo mettere in musica.

Nasce così la sesta opera del catalogo pucciniano, molto popolare ma forse poco approfondita dal pubblico. “Butterfly” non ha una narrazione come i precedenti lavori, né è un dramma d’azione e di passioni violente come la sorella maggiore Tosca, perché Puccini ha solo attenzione per la protagonista, di cui registra la parabola psicologica, nei tre anni scanditi tra il primo e l’ultimo atto, dalla felicità del matrimonio con Pinkerton all’attesa con fede incrollabile del suo ritorno, alla disillusione e al suicidio. Opera, dunque difficile, per l'interprete e il pubblico, ricca di idee e di colori musicali, grazie anche alle melodie originali giapponesi a cui attinge il compositore.

A inaugurare l’edizione dei 110 anni di Madama Butterfly il soprano Micaela Carosi, per la prima volta a Torre del Lago, affiancata da Renata Lamanda (Suzuki), Rame Lahaj (Pinkerton), Giovanni Meoni (Sharpless), Luca Casalin (Goro), Angelo Nardinocchi (Yamadori). Alla guida dell'orchestra del Festival Puccini, José Miguel Perez Sierra. La regia è di Renzo Giacchieri che torna ad occuparsi di Butterfly al Festival dopo venticinque anni.

L'altro titolo del fine settimana pucciniano è “La Bohème”, che si incrocia con il cinema. Perché la regia è affidata a Ettore Scola, che proprio con la "Bohème" torrelaghese, celebra cinquanta anni della sua eccezionale carriera. “La Bohème” , quarto titolo del catalogo di Puccini, su libretto del duo Giacosa-Illica, tratto dal romanzo “Scènes de la vie de Bohème” di Henri Murger, apparso a puntate tra il 1845 e il 1849 sul giornale parigino “Le Corsaire Satan”, andò in scena al Regio di Torino il 1° febbraio 1896, con la direzione d'orchestra del ventinovenne Arturo Toscanini. Il teatro era affollato e in sala c'era pure Mascagni. L'opera fu accolta con favore dal pubblico e dalla critica ad eccezione di quella torinese. “La Gazzetta piemontese” profetizzò addirittura che l'opera non avrebbe lasciato "grande traccia nella storia del nostro teatro lirico". Poco lungimirante, per la verità, visto che Puccini progrediva nell'uso dei suoi mezzi espressivi, che vanno diretti al cuore.

“La Bohème” schiera Daniela Dessì nel ruolo di Mimì, Alida Berti (Musetta), Fabio Armiliato (Rodolfo), Alessandro Luongo (Marcelllo), Federico Longhi (Schaunard), Marco Spotti (Colline). Sul podio la bacchetta Valerio Galli. Le scene sono di Luciano Riccieri e i costumi di Cristina Da Rold. Nuovo allestimento.

Lisa Domenici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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