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Porto, come cambia il Piano regolatore

VIAREGGIO. «Accrescere la dotazione e la qualità infrastrutturale ed impiantistica dei servizi destinati al settore produttivo di yacht e magayacht»: nero su bianco nel Protocollo d’intesa per lo...

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VIAREGGIO. «Accrescere la dotazione e la qualità infrastrutturale ed impiantistica dei servizi destinati al settore produttivo di yacht e magayacht»: nero su bianco nel Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la riqualificazione del porto di Viareggio siglato tra Regione, Autorità portuale regionale, Provincia di Lucca e Comune di Viareggio. E diventato delibera della Giunta regionale, la numero 573 del 14 luglio scorso. È il primo atto per quella revisione del Piano regolatore portuale che Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorithy, porta oggi all’attenzione del Comitato portuale affinché sia siglato. «Entro fine mese - è l’annuncio di Morelli - pubblichiamo l’avviso per avviare la fase di ascolto e revisione al Piano regolatore». Quello esistente, datato 2007, al quale non si è mai dato attuazione.

La delibera della Giunta regionale ed il relativo Protocollo fissano, per la prima volta da quando - più o meno un anno fa - è esploso il problema degli spazi in porto, il principio più volte affermato nelle iniziative pubbliche degli ultimi mesi: largo ai super yacht. La domanda è inevitabile: più spazi per fare cosa? E la scelta, nella risposta, è tra la produzione cantieristica ed il solo approdo. Scenario, quest’ultimo, che apre inevitabili scenari di speculazione immobiliare di contorno.

Tra gli obiettivi che la revisione del Piano regolatore portuale si propone, la delibera della Regione elenca: definire il perimetro dell’ambito portuale a terra ed a mare, nonché i limiti dell’interfaccia porto-città, «quale porzione del sistema insediativo nella quale le attività portuali devono rendersi compatibili con quelle urbane»; effettuare «una ricognizione del Piano vigente allo scopo di individuare ed eliminare i fattori che rendono problematica la gestione dello strumento urbanistico; ridurre «le interferenze funzionali in porto, mediante una verifica delle relazioni di prossimità in rapporto alle modalità di uso e di accesso agli spazi assegnati ai vari operatori, fornendo una organizzazione razionale degli spazi a terra ed a mare e rispondente alle necessità degli operatori, degli utenti e dei residenti, anche in funzione della corretta gestione delle aree demaniali». Ed ancora: favorire «l’insediamento e la crescita di servizi di alta specializzazione per lo sviluppo e la valorizzazione della conoscenza nel settore nautico»; ridurre l’insabbiamento del bacino portuale e del canale di accesso, al fine di migliorare la sicurezza della navigazione e accrescere l’accessibilità ai bacini portuali; contribuire al miglioramento «delle condizioni di sicurezza idraulica e di gestione degli accosti all’interno del Canale Burlamacca, operando in un quadro di collaborazione sinergica con l’amministrazione comunale».

Amministrazione alla quale spetterà il compito di - così il Protocollo siglato - «operare di concerto con l’Autorità portuale regionale, individuando eventuali interventi ed azioni di propria competenza finalizzate a contemperare le esigenze del porto con quelle della città, con particolare riferimento alle aree di interfaccia».

Il Comune di Viareggio (articolo 5 della delibera della Giunta regionale) si impegna altresì ad attivare prontamente, per quanto di competenza, tutte le procedure tecnico-amministrative che si rendano necessarie per consentire la approvazione della variante al Piano regolatore portuale, e se del caso, partecipare al procedimento di Accordo di pianificazione che la Regione potrà promuovere su richiesta della Autorità portuale regionale». (d.f.)

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