Tre mesi per salvare la Viareggio porto
Giannerini ai consiglieri di maggioranza: banchine e nuovi moli per valorizzare la società
VIAREGGIO. Chiede ai consiglieri comunali di votare il via libera alla «valorizzazione» della Viareggio porto. Parla così Giovanni Giannerini, che ieri pomeriggio ha voluto illustrate i propri progetti ai consiglieri di maggioranza. Valorizzazione che passa dalla concessione alla società pubblica, da vendere, della banchina Maestri d’ascia e calafati che tanto ha fatto discutere negli anni passati. Ma anche dal dotare l’approdo della Madonnina di un sistema di moli che la proteggano dal moto ondoso attuale che è uno degli svantaggi dell’approdo. Un obiettivo da raggiungere mediante il prolungamento del molo della Madonnina e la realizzazione di un molo frangiflutto laterale.
Ma c’è da fare in fretta, altrimenti le banchine del Comune se le riprende la Regione, visto il “buco” del Comune, come previsto dalla legge Burlando. C’è da fare in fretta, al punto che Giannerini intende portare l’atto di indirizzo all’approvazione già in uno dei due consigli comunali già fissati per la prossima settimana. Vendere la Viareggio porto - questa la tesi dell’assessore - «è l’unico modo per risanare il buco del bilancio comunale. Perché viene data per certa la vendita (ci sarebbero cordate pronte a partecipare, assicura l’assessore) per una cifra ipotizzata intorno ai 30 milioni di euro.
Sulla questione la pensa diversamente la senatrice del Pd, Manuela Granaiola. Che scrive: «Vista la situazione del Comune, ritengo temerario pensare di poter effettuare operazioni finanziarie o societarie rilevanti, così come ipotizza l'assessore Giannerini, per la Viareggio Porto, senza un parere favorevole sulla regolarità tecnico-contabile dei revisori dei conti e del ragioniere capo e senza un parere legale del segretario comunale. Difficile senza addossarsi rischi enormi e senza contravvenire a quei principi di cautela e di correttezza che gli ultimi eventi (parere negativo dei revisori dei conti sul bilancio, accesso della guardia di finanza, relazione del Mef, nuovi ispettori in circolazione) raccomandano e suggeriscono».
Penso - continua Granaiola - che la impellente necessità di tale operazione dovrebbe essere valutata alla luce dei risultati che si vogliono ottenere per il futuro del porto di Viareggio! Ribadisco dunque ancora una volta la mia opinione, nella speranza di essere ascoltata: urge assolutamente un progetto di risanamento, non una dichiarazione di intenti, un quadro di prospettiva credibile e concordato con la città. Un progetto senza il quale ogni strada singolarmente imboccata, specialmente senza valutare seriamente rischi ed opportunità, rischia di portare la città in un vicolo cieco, dal quale sarà molto molto difficile uscire».
Ed un progetto complessivo di risanamento, prima dei conti dell’Ente e solo poi di tutto il resto, è ciò che chiedono anche i revisori dei conti. (d.f.)
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