Sicurezza
Emergenza casa, incontro in Prefettura
Il sindaco: applicare la legge sulle morosità incolpevoli. A Torre del Lago presidio anti sgomberi
VIAREGGIO. Sindaco dal Prefetto, ieri mattina, insieme all’assessore al sociale e al diritto alla casa, Isaliana Lazzerini per affrontare la questione dell’emergenza abitativa a Viareggio. All’incontro hanno partecipato i responsabili provinciali delle forze dell'ordine «con i quali è stato esaminato l'argomento sotto il profilo dell'ordine pubblico», come si legge nel comunicato diffuso dalla Prefettura.
Al centro del confronto la richiesta del sindaco Betti di una graduazione degli sfratti in applicazione dell'articolo 6 del decreto del 14 maggio 2014, relativo alla morosità incolpevole. Nel corso della riunione «sono state chiarite le modalità per consentire al Prefetto le valutazioni funzionali alla graduazione dell'intervento della forza pubblica in relazione ai richiedenti che abbiano i requisiti per l'accesso al contributo destinato agli inquilini morosi incolpevoli. Il Prefetto, Giovanna Cagliostro, ha assicurato l'adozione dei provvedimenti previsti dalla normativa, invitando il sindaco a far pervenire l'elenco dei soggetti potenzialmente beneficiari delle misure previste».
Nelle stesse ore, a Torre del Lago, si teneva un presidio dell’Unione inquilini e della Brigata antisfratto contro lo sgombero della casa occupata su viale Kennedy. «Casa del Comune, abbandonata - è stato spiegato - per la cui occupazione sono arrivati i preavvisi di sequestro e l'avviso di sgombero per la famiglia con un minore. Famiglia in carico al servizio sociale del Comune, ma che ha ricevuto solo insulti e "porte in faccia". Chiediamo la collaborazione di tutti per difendere questa famiglia, sotto qualsiasi forma di aiuto.
«Le Istituzioni sono assenti o mal funzionanti, le famiglie con minori vengono buttate illegalmente in mezzo ad una strada senza passaggio da casa a casa, il Comune priva la cittadinanza di un proprio diritto costituzionale che è quello del diritto alla casa e alla vita. Per questo le persone sotto un ponte si autorganizzano e, private anche della casa famiglia, occupano proprietà del Comune e delle Ferrovie, non assegnate a nessuna graduatoria e completamente ristrutturate a proprie spese togliendo anche problemi all'amministrazione comunale. Che, invece, di fronte a una sentenza di sgombero, latita e diventa complice di una macelleria sociale che solo la nostra resistenza e la nostra lotta contrasterà con una forte opposizione dal basso». (d.f.)
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