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Versilia

Viareggio porto: Giannerini avanti senza pareri

VIAREGGIO. Patrimonializzazione della Viareggio porto e bando per l’advisor in carico alla stessa società invece che al Comune: sono i due elementi al centro dell’atto di indirizzo che l’assessore...

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VIAREGGIO. Patrimonializzazione della Viareggio porto e bando per l’advisor in carico alla stessa società invece che al Comune: sono i due elementi al centro dell’atto di indirizzo che l’assessore Giovanni Giannerini è determinato a portare all’approvazione del consiglio comunale. Senza il parere dei revisori e del ragioniere capo (quest’ultimo, per stessa ammissione dell’assessore, contrario alla patrimonializzazione delle partecipate in rosso): «Non c’è spesa - dichiara Giannerini - e dunque i pareri non sono necessari». Dritti così, dunque, «per avere la patrimonializzazione inserita nel bilancio preventivo 2014». Un passaggio necessario, a detta di Giannerini, anche per «tranquilizzare le banche».

A Giannerini replica Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini: «Voglio proprio augurarmi che le notizie circa l’intenzione dell’assessore Giannerini di farsi votare in Consiglio Comunale un atto di indirizzo favorevole alla ricapitalizzazione della Viareggio Porto anche se privo dei pareri dei revisori dei conti e del ragioniere capo si rivelino prive di fondamento. Perché, se così non fosse, il piano del confronto non sarebbe più politico o di scelte amministrative per la città, ma si trasferirebbe nell'ambito del rispetto della legalità al quale chiederemmo immediatamente che rispondessero non solo il consiglio comunale ma, ben prima, gli organi giudiziari deputati a far rispettare la legge. In un quadro tanto grave come quello disegnato, ancora una volta, dai revisori dei conti che hanno reputato opportuno inviare il loro parere alla Procura generale della Corte dei Conti, vi è la necessità che tutti quanti gli amministratori di Viareggio assumano un atteggiamento improntato alla massima serietà facendosi guidare dai codici, dagli articoli e dai commi di legge e non da quella finanza creativa che tanti danni ha fatto alla città. È l'ora che la politica vada di pari passo con la legalità ed il rispetto della legge». (d.f.)

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