Il Tirreno

Versilia

Ennesimo rinvio per la gara del mercato ittico

di Donatella Francesconi
Ennesimo rinvio per la gara del mercato ittico

Il Comune: colpa della legge entrata in vigore il primo luglio Ma è da metà marzo che la pratica è tornata a Raffaelli

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VIAREGGIO. Ignoti lo stanno smontando, pezzo dopo pezzo, con calma...Il nuovo mercato ittico è abbandonato da un anno, dopo il fallimento dell’azienda che si era aggiudicato l’appalto, finanziato con fondi che la Regione ha stanziato nel 2007, per 2 milioni e mezzo ricavati dalle cifre disponibili per gli interventi in porto. Un anno di promesse vane, fatte anche alla stessa Regione oltre che ai pescatori, e di rinvii motivati con le più incredibili tra le motivazioni. L’ultima delle quali è fresca di qualche giorno: «La gara è bloccata per delucidazioni da Roma sulle nuove norme in materia di centrali di acquisti dei Comuni». Questa la motivazione data dal dirigente Riccardo Raffaelli all’assessore Chiara Romanini. Sull’argomento «si attendono news dalla conferenza Stato-Regioni».

La legge in questione è la numero 15 del 2014, articolo 3, comma 1-bis, per la quale dal primo luglio tutti i Comuni non capoluogo di provincia possono acquisire lavori, beni e servizi solo nell’ambito di Unioni di Comuni, specifici consorzi o avvalendosi degli uffici della Provincia. Sorpresa? Doccia gelata? No. Perché il principio in questione è fissato nel Decreto legislativo numero 163 del 12 aprile 2006, articolo 33, comma 3-bis. Insomma: prima o poi sarebbe accaduto...E ci siamo. Con i Comune d’Italia nel totale caos, tanto che il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha incontrato venerdì scorso il ministro Lupi ottenendo l’impegno alla proroga dell’entrata in vigore della norma. Una “via di fuga” sembra esservi, peraltro, visto che il comma 3 dell’articolo 1 del Decreto legge 95/2012 convertito in legge numero 135/2012, prevede la possibilità di «procedere, qualora la convenzione non sia ancora disponibile e in caso di motivata urgenza, allo svolgimento di autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti aventi durata e misura strettamente necessaria e sottoposti a condizione risolutiva nel caso di disponibilità della detta convenzione». Con il termine “acquisto” utilizzato dalla normativa anche per i lavori degli enti locali, per i quali è necessaria una gara d’appalto. Ma c’è un’altra domanda che il nuovo ostacolo alla conclusione dei lavori infinito per il nuovo mercato ittico pone: il 18 marzo scorso l’allora segretario generale del Comune, Rosa Priore, dispose che i lavori per il completamento della struttura del nuovo mercato ittico venissero - si legge sul sito dell’Ente - «avocati dal dirigente dottor Vincenzo Strippoli ed assegnati all’ingegnere Riccardo Raffaelli». Una decisione - prosegue la nota diffusa - presa per dare seguito «ad una direttiva dei giorni scorsi del sindaco che, rilevando gli inaccettabili ritardi nell’indizione della gara per i lavori, aveva invitato nei giorni scorsi la dottoressa Priore ad avocare a lei procedura o a farla seguire da altro dirigente. La scelta di individuare Raffaelli è fondata sulla “continuità, accertato che il primo stadio della progettazione e gara del mercato ittico è stata predisposta da detto dirigente». Dal 18 marzo a al 30 giugno, data limite per non ricadere nella nuova normativa oggi invocata per motivare l’ulteriore ritardo, cosa è accaduto? Ed inoltre: perché nello staff di Raffaelli è rientrata la dipendente ritenuta essenziale per il settore gare, quando il Comune deve passare la mano? Nel motivare il passaggio di competenze da Strippoli a Raffaelli, il primo cittadino dichiarava: «Non possiamo davvero più aspettare per quest’opera, così importante per il nostro settore ittico ed i ritardi accumulati nel completamento di questa opera erano inaccettabili». Ora come la mettiamo?

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