Il dolore
I proprietari dei camping: resistiamo per i dipendenti
VIAREGGIO. «Intendiamo affrontare il processo di merito convinti delle nostre ragioni e del fatto che se passasse l'ipotesi della Procura di Lucca di fatto sarebbero fuori legge tutti i campeggi che...
VIAREGGIO. «Intendiamo affrontare il processo di merito convinti delle nostre ragioni e del fatto che se passasse l'ipotesi della Procura di Lucca di fatto sarebbero fuori legge tutti i campeggi che ospitano case mobili su tutto il territorio nazionale. Ma il danno di immagine ed economico che stiamo subendo è pesantissimo». Scrive così Michele Montemagni, uno dei titolari del camping “Bosco Verde”, che continua: «Cercheremo di mantenere i livelli occupazionali, perché non vogliamo che i nostri dipendenti subiscano a loro volta questa misura cautelare preventiva che è di per se già più punitiva della eventuale pena in caso di condanna».
Montemagni, ricorda come in una delle due sentenze della Cassazione in materia «sia stato accolto parzialmente il ricorso presentato dalla nostra difesa, rinviando l'ordinanza di sequestro cautelare al Tribunale di Lucca e chiedendo ai giudici di prendere in considerazione le leggi regionali di riferimento, proprio quelle norme che noi richiamiamo da sempre». I giudici del riesame di Lucca - continua Montenagni - «hanno invece deciso di confermare il sequestro!». Il secondo pronunciamento è stato negativo, «in quanto viziato da un errore sostanziale di comprensione dei provvedimenti ottenuti, come spiegato dalla nostra difesa nell'ennesimo ricorso discusso il 17 luglio scorso, alla presenza del pm Antonio Mariotti».
La realtà - prosegue Montemagni - «è ben descritta dal presidente del Parco, Fabrizio Manfredi, sulla stampa di questi giorni, la dove si sottolinea che “si sta mettendo in discussione un impianto di leggi vigenti da anni e lo stesso Piano di gestione del Parco approvato nel 2009". Leggi regionali che la Procura di Lucca non riconosce come pertinenti al caso in esame, ma a cui, viceversa, si sono riferiti gli uffici del Parco nelle loro istruttorie e la cui validità e pertinenza è stata ribadita, proprio per il caso in specie, anche dalla direttiva circolare 313/2014 della Giunta regionale, pubblicata il 23 aprile 2014, e quindi vincolante per gli uffici amministrativi di riferimento».
I campeggiatori viareggini si richiamano anche alla nuova legge 80/2014: «La quale ha definitivamente chiarito che "il posizionamento di manufatti leggeri installati, con temporaneo ancoraggio al suolo, all'interno di strutture ricettive all'aperto, in conformità alla normativa regionale di settore, per la sosta ed il soggiorno dei turisti" non rappresenta una trasformazione permanente del territorio, tanto da non necessitare di permesso di costruire». Nei giorni scorsi su questo aspetto era stato netto il Procuratore capo Aldo Cicala nel richiamare alla considerazione «che la legge non ha modificato il quadro in senso favorevole, ma restrittivo». (d.f.)
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