Il lutto
Bilancio consuntivo: il parere dei revisori alla Procura generale
VIAREGGIO. Trasmesso per conoscenza alla Procura generale della Corte dei Conti: così si legge nel verbale del Collegio dei revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti, con Claudio...
VIAREGGIO. Trasmesso per conoscenza alla Procura generale della Corte dei Conti: così si legge nel verbale del Collegio dei revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti, con Claudio Pucci e Salvatore Suriano) con il quale si anticipa il parere negativo sui conti del bilancio consuntivo 2013. Parere che - si legge - «non sarà favorevole per le spese che non ricadano nella fattispecie di cui all’articolo 163 comma 2» del Testo unico degli Enti locali (Tuel), ovvero tutte quelle spese non obbligatorie per legge. È con questo “peso” che il consuntivo, dunque, andrà in consiglio comunale. Ma nel verbale dei revisori c’è molto di più. A fronte di una delibera 140 che butta dentro il calderone degli atti contenenti irregolarità e violazioni anche quelli relativi all’assestamento 2013, approvato dalla Giunta Betti e votato dal consiglio comunale, i revisori sono netti: «La lettera della deliberazione in questione genera la ragionevole presunzione che la grave situazione finanziaria dell’Ente sia riconducibile in parte ai pareri rilasciati dai diirgenti e dal Collegio dei revisori durante la gestione 2013. Ciò non è rispondente al vero e non è la corretta rappresentazione della realtà». Realtà che i revisori riassumono, in neretto e con sottolineature, con queste parole: «Risulta pacificamente acclarato, in modo incontrovertibile, che la grave situazione finanziaria nasce per effetto di scelte e comportamenti tenuti in esercizi precedenti». Comportamenti che - nei sei mesi di amministrazione Betti (con Maurizio Nieri ancora capo della ragioneria) - se non vi fossero stati i due pareri dei revisori relativi proprio al 2013 sarebbero continuati. Generando «debiti fuori bilancio» o «mantenendo artificiosamente stanziamenti di entrata che non sarebbero mai stati realizzati. Perché così gira il vento a Viareggio. Dove la preoccupazione maggiore della politica sembra essere quella - così si va ripetendo - di “fare fuoori” - chi è al lavoro per mettere conti e carte “al pulito”.
Viareggio porto. E così rischia di continuare a girare. Se ci si impunta su operazioni sulle quali i revisori hanno detto no senza possibilità di equivoci. Come la ricapitalizzazione della Viareggio porto. Vietata dalla legge, nelle condizioni di disavanzo della società in questione. Il parere dei revisori è lo stesso espresso dalla ragioneria del Comune. Con il risultato - così le ultime indiscrezioni - che l’assessore Giovanni Giannerini sarebbe intenzionato a farsi votare in consiglio comunale un atto di indirizzo favorevole alla ricapitalizzazione ma privo dei pareri di revisori e ragioniere capo, Salvatore Santoro. Se vi fosse bisogno di un altro indicatore dello scontro in atto - di fronte ad una situazione che viene definita «gravemente compromessa» - c’è la decisione della Viareggio porto di procedere in proprio al bando per la ricerca dell’advisor chiamato a preparare la nuova gara di privatizzazione. Decisione singolare intorno alla quale si va dicendo che si potrebbe già sapere su chi ricadrebbe la scelta.
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