Sicurezza
Un filmato-denuncia contro la strada chiusa
Via Arginvecchio a Capezzano Pianore è inagibile da mesi, così un 27enne ha deciso di esprimere il suo malumore in un video che sta ottenendo molti consensi sul web
CAPEZZANO. "Tutto questo è vergognoso e non ho problemi a metterci la faccia": esordisce così Carlo Alberto Silicani, 27enne di Capezzano Pianore, autore di una video-denuncia che in rete sta alimentando un bel dibattito, ma soprattutto sta riscontrando tanti consensi. Il filmato di Carlo Alberto documenta la situazione di via Arginvecchio (nella foto l’intervento dei Vigili del Fuoco nel dicembre 2013), chiusa al pubblico dallo scorso 26 dicembre, dopo la rottura del sifone sul canale Lama a causa del maltempo. Da quel giorno, nonostante le rassicurazioni del Comune di Camaiore e l'avvenuta riparazione del sifone danneggiato, la strada è rimasta inagibile, causando non pochi disagi a residenti e, soprattutto, imprenditori locali.
Il tratto collega infatti direttamente Capezzano alla costa, e la sua chiusura rappresenta un deterrente per i turisti che vorrebbero usufruire di ristoranti e negozi presenti in quella zona. Il video mostra il giovane intento ad attraversare l'Arginvecchio a bordo della sua Vespa: all'improvviso la marcia del veicolo è interrotta da due enormi blocchi di cemento, inizio di un vero e proprio "cantiere fantasma".
IL VIDEO/ Via Arginvecchio, la storia infinita
Carlo Alberto e la sua famiglia sono titolari di un negozio di frutta e verdura in località Dogana, zona di sbocco della cosiddetta "via della vergogna". I lavori sembravano poter essere ultimati in fretta, ma alcuni problemi di agibilità del manto stradale hanno costretto il Comune a dover correre ai ripari, dilatando i tempi. I delicati interventi, secondo quanto affermato a suo tempo dall'amministrazione camaiorese, costeranno circa 100mila euro, ma non potranno essere avviati fino a quando non sarà approvato il bilancio di previsione. Il video in poche ore è già diventato virale, condiviso da molti utenti sui vari social: ennesima dimostrazione di come la rete, se usata costruttivamente, può fare da amplificatore ai malumori e alle perplessità dei cittadini.
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