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Giannerini: dobbiamo spendere

Giannerini: dobbiamo spendere

La ricetta anti-crisi dell’assessore artefice della candidatura di Betti

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VIAREGGIO. È l’ala dell’amministrazione Betti che da mesi non fa che ripetere una sola frase: «Bisogna governare». Giovanni Giannerini, artefice della candidatura Betti, è oggi assessore a porto e ambiente. Dopo essere stato presidente della Viareggio porto. «C’è speranza - dichiara al “Tirreno” - se siamo in grado di avere una visione che è più ampia e ha una prospettiva. A quello che non si deve fare ci pensa la legge. Ma per ciò che si può fare, bisogna che sia la politica a prendere in mano la situazione. E non la ragioneria...». Lineare, o scontato, si potrebbe pensare. Invece il confine tra ciò che non si può fare e ciò che nella realtà si fa non lo è altrettanto. Per esempio sul terreno delle società partecipate. Là dove è lo stesso Giannerini a mettere sul piatto una questione: «Con le partecipate vanno fatte cose sensate a costi giuste. Ma non puoi avere un pregiudizio verso l’impresa locale, pensando - come si dice - che l’impresa si sia “allargata” e paga la politica. Un pregiudizio che non prendo in considerazione, anche se voglio rimettere in regola - per quello che mi compete - il sistema che è uscito dal controllo». Per fare un esempio di come sta lavorando, Giannerini cita l’operazione in corso «per avere il dettaglio delle esternalizzazioni di Sea ambiente».

Ma Giannerini è ancora impegnato sul “fronte del porto”: c’è da patrimonializzare la società che gestisce gli ormeggi che chiude il bilancio con un disavanzo da un milione e mezzo. Un passaggio - quello della cessione alla Viareggio porto di Mercato ittico vecchio, area Umi1, qualche banchina attigua e forse anche il mercato ortofrutticolo - sul quale Giannerini punta i piedi. «Il Pd ha una posizione chiara a favore della patrimonializzazione», ricorda l’assessore che continua: «Io ho ragionato, motivato la mia posizione ed il partito ha condiviso». Accogliendo nel documento approvato all’unanimità dall’assemblea comunale i “desiderata” di Giannerini. Che non trovano lo stesso consenso nelle intenzioni dell’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli. «Ma la volontà politica espressa sulla Viareggio porto dal partito di maggioranza è un’altra», sottolinea con forza Giannerini.

Il confronto, serrata, in fondo è sulla linea di confine tracciata dal ragioniere capo Santoro: stop alle spese, risanamento da avviare e poi si vedrà. «Se non si spende non facciamo niente», prosegue Giannerini: «Non i nove milioni l’anno di sempre, ma due e mezzo ce li possiamo permettere...per salvare la città. Se diciamo che c’è differenza tra il nostro piano di risanamento e l’arrivo di un commissario, dobbiamo anche dimostrarlo. E lo si fa con un bilancio preventivo che è assurdo approvare ad ottobre...Io credo che dovesse essere predisposto in contemporanea con il lavoro sui conti del consuntivo 2013. Non spendere niente non è possibile neppure dal punto di vista ragionieristico!».

Il dibattito/confronto è tutto aperto, dentro un’amministrazione che fa però fatica a tenere insieme i pezzi dei consiglieri di maggioranza, sempre più spaventati sul voto cui saranno chiamati in materia di conti pubblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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