Attenzione
Calci e morsi ai carabinieri: arrestate
Moglie e figlie del boss Saetta si scagliano contro i militari che avevano appena fermato un congiunto
VIAREGGIO. Come nelle scene che si vedono spesso in certi paesi del Sud quando le forze dell’ordine arrestano un malavitoso: i familiari iniziano a inveire contro i carabinieri, urlano, minacciano, colpiscono. È successo nella tarda serata di giovedì, in un’abitazione del quartiere Migliarina. Lì i carabinieri in abiti civili del nucleo operativo della Compagnia erano intervenuti per svolgere una perquisizione domiciliare: un’operazione necessaria per completare le indagini a carico dell’uomo che avevano appena fermato dopo averlo sorpreso con la droga in Darsena. Il pusher, Alessandro Ciccone, fermato in sella al suo motociclo, peraltro con patente ritirata e senza assicurazione, aveva con sé due dosi di cocaina già confezionate e la somma di circa 500 euro suddivisa in banconote di piccolo taglio.
Nella casa dell’arrestato i carabinieri hanno rinvenuto, nascosto all'interno della cappa della cucina, un involucro con altre dosi di cocaina per un peso complessivo di circa dodici grammi e un orologio marca Rolex di dubbia provenienza su cui verranno svolti opportuni accertamenti. Sono stati trovati anche un’altra dose di cocaina nascosta in un giubbotto, un bilancino di precisione, cartine e materiale vario per il confezionamento, un apparecchio scanner per rilevare la presenza di cimici e ambientali e la targa di un motociclo, tutto materiale su cui sono in corso approfondimenti da parte degli investigatori.
Mentre i carabinieri effettuavano i controlli, sono arrivate la convivente dell'uomo fermato per spaccio insieme alla sorella e alla madre. Si tratta di Teresa Saetta, la sorella Maria e la madre Maria Bonfante, moglie di Vincenzo Saetta, capo del clan ritenuto contiguo alla camorra. Le tre donne hanno cominciato a urlare frasi ingiuriose contro i militari, minacce di morte, per poi arrivare ad aggredirli con calci, spintoni e morsi. I carabinieri hanno chiamato i rinforzi e sul posto sono giunte tre pattuglie di militari, che sono riusciti con non poca fatica a calmare e accompagnare in caserma tutti i soggetti coinvolti. Dopo gli accertamenti di rito, l'uomo e le tre donne sono stati dichiarati in stato di arresto. Il giudice, convalidando l’arresto, ha disposto l’obbligo di dimora per Ciccone, nessuna misura cautelare per le tre donne.
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